In nome di Ipazia: Riflessioni sul Destino Femminile.

Un libro che parla all’ anima delle donne.

Che racconta l’Odissea che il mondo femminile affronta ogni giorno.

Dacia Maraini analizza la costante ipocrisia che caratterizza il nostro paese, partendo dalle lotte per la targhetta con il titolo al femminile che di pari passo si accompagnano ad una sempre costante disparità di genere nei salari e nelle pari opportunità.

Basti pensare che le donne manager sono quasi tre volte meno degli uomini e spesso additate come oggetto di favoritismi di ogni sorta.

Si celebra la giornata della donna, ma in concreto nessun governo ha mai stanziato un vero e proprio piano legislativo per l’equivalenza di genere.

Le donne devono essere madri, mogli perfette e donne lavoratrici (ma non troppo: la cura della casa e della famiglia devono sempre essere la priorità assoluta dell’ esistenza femminile). Chi contravviene a queste nome è spesso apostrofata come zitella, donna dai facili costumi e senza morale.

Come se decidere chi si vuole essere fosse un reato.

Non a caso, uno dei pilastri dell’ opposizione alla determinazione femminile è il bigottismo che vede nell’ aborto e nel divorzio le nuove forme di apocalisse.

Difatti io aspetto di bruciare all’ inferno a stretto giro.

La scrittrice lancia un grido di rivolta a tutte le donne che si rassegnano alla loro condizione invitando a non accontentarsi.

Liberandole dal giogo di amori a tutti i costi, preconcetti stabiliti e dogmi che sembrano eterni.

Invita ad essere libere e a gridarlo.

A gridare la libertà in nome di quelle donne che non lo possono fare. Condannate al silenzio e alla vergogna.

Ribelli e mai schiave, fin da quando le suffragette rompevano le vetrine per ottenere il diritto di voto.

Questo libro è esortazione a non smettere la lotta e combattere per la vera uguaglianza.

Lottare per non trasformarsi in oggetti, in nome di una fantomatica libertà che è solo una forma di schiavismo del costume.

Si parla tanto di influencer ma in effetti cosa rappresentano alcuni loro profili? Una carrellata di foto perfette .

Schiavismo della perfezione in nome del consumismo.

E la nostra libertà dov’è?

Cosa rimane dei desideri del cuore?

Io credo che un libro del genere vada letto e custodito come un piccolo tesoro.

Perché amare la propria libertà è la più grande forma di amore verso noi stessi.

E solo amandoci veramente saremo liberi.

Liberi di una libertà davvero infinita.

2 pensieri riguardo “In nome di Ipazia: Riflessioni sul Destino Femminile.

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