
Si è tenuta venerdì 19 Gennaio presso il Castello dei Padri Comboniani la presentazione del libro dell’autrice venegonese da anni impegnata nella tutela delle diversità culturali. L’opera è stata presentata attraverso un dialogo tra Viviana e la teologa Maria Soave Buscemi.
Il tema su cui si concentra il libro è il femminismo nella religione.
Quanto è difficile essere donna nelle varie dottrine di fede?
Quanto poco vengono considerati i ruoli femminili all’interno della Chiesa?
Esiste la possibilità di dare voce a questo silenzio assordante?
Viviana racconta della sua esperienza nella diocesi di Lages, in Brasile, dove ha completato gli studi di scienze politiche grazie al prezioso aiuto della teologa Soave Buscemi.
Maria Soave Buscemi è missionaria laica in Brasile, dove opera come educatrice e coordina la dimensione di studi di genere e di ermeneutiche femministe del Centro studi biblici.
Da sempre crede nella Chiesa partecipativa e nella grande importanza del ruolo della donna.
Durante la presentazione si sono analizzate le molteplici mancanze che le religioni hanno riservato al genere femminile in netto contrasto con quanto i precetti stessi delle dottrine insegnino.
A discapito di quanto si pensi, le sacre scritture spesso riservano alle donne i ruoli chiavi delle storie: purtroppo sono gli uomini che amano far tacere la loro voce.
Il ruolo femminile nelle religioni è un utopia. Spesso questo termine viene erroneamente associato ad un non luogo: in realtà, etimologicamente parlando, si tratta di un luogo al momento non definito ma che in futuro lo sarà.
In tal senso la Retroutopia diventa un grande obiettivo per una vera inclusività di genere all’interno della Chiesa.
Il sogno di una società che veda alla donna come parte integrante delle sue stesse fondamenta.
Speranzare un mondo migliore è fondamentale per vivere appieno la vita e lottare affinché ognuna di noi possa avere il suo ruolo nel mondo ed essere parte integrante della sua fede.

