Gaudì non è più qui. Una commedia corale, irriverente, divertente e con un finale totalmente inaspettato

Ieri sera si è tenuta , presso il teatro Agorà di Carnago, la commedia ideata e scritta da Matteo Tibiletti: “Gaudì non è più qui”.

Uno spettacolo incredibile, ricco di movimento e pathos.

La vicenda si svolge attorno al ristorante “Doña Carmen” in centro Barcellona, gestito da Rosa con l’aiuto della giovane figlia Estefania.

La due sono donne forti ed energiche: la madre è una donna pragmatica, decisa ma altruista, mentre la figlia sogna un futuro in America e coltiva la passione per il cinema. Sullo sfondo le mille difficoltà di ogni giorno e i conti che perennemente non quadrano mai.

Il padre di Estefania e marito di Rosa, Francisco, è andato a Madrid in cerca di fortuna ma è chiaro fin da subito, grazie alla voce corale di amici e conoscenti, che tutto faccia l’uomo meno che lavorare.

Attorno alle gestori una schiera di personaggi intesi e ricchi di mille sfaccettature.

Il commissario Eduardo: uomo calmo e pacato, con un amore poco celato verso Rosa e un risentimento abbastanza marcato verso Francisco.Il commissario sarà sempre una figura presente e legata quasi paternamente alla giovane Estefania.

Francisco risulta essere infatti un personaggio di sfondo ma elemento chiave di tutta la vicenda. Grazie alle sue scelte discutibili, la storia prenderà una piega totalmente inaspettata.

Presenza forte e irriverente è Berto, amico fraterno delle donne del “Doña Carmen”, drag queen e con un rapporto familiare difficile ed irrisolto ma con gli occhi vivaci di chi vuole trovare il suo posto nel mondo, di chi vuole riscattarsi e amare: egli si butta a capofitto in relazioni e ,con passione, nel lavoro che svolge. Un personaggio che nasconde dietro brio e frenesia tanta inquietudine e fragilità.

Amica, e collaboratrice di Rosa, Consuelo: una donna che vive un rapporto non facile con il marito, caduto vittima del morbo di Alzheimer, ma che con il suo guizzo irriverente sarà presenza attiva e vigile del piccolo ristorante.

Spicca tra i personaggi anche il giovane cuoco Ricardo, innamorato di Estefania e sognatore come lei, spettatore inerme dell’inevitabile: un personaggio che le vicende purtroppo poteranno a chiedersi tanti “forse” e altrettanti “perchè” senza mai trarne una risposta. Sempre che ci possa essere una risposta all’incredibilità del fato.

Ultima, ma non in ordine di importanza, è sicuramente Paula: donna irriverente e apparentemente dalla faccia tosta di dimensioni gigantesche, ma che si rivelerà amica fedele e legata da sincero affetto a tutto ciò che il destino presenterà.

Una commedia corale, intensa e caratterizzata da un crescendo di emozioni: dapprima il riso, la gioia. Viviamo e percepiamo le preoccupazioni di una vita molto vicina alla nostra. Chi non si mette, quasi ogni giorno, a fare i conti e sperare che non ci siano spese o imprevisti?

Poi la sorpresa, mista però all’incredulità e ad un pizzico di risentimento. Rosa infatti si troverà ad affrontare una situazione al limite della pazienza femminile e forse spauracchio di ogni moglie.

Tuttavia ciò che sembrava uno squilibrio impossibile da superare si trasforma in assetto bizzarro quanto divertente.

E in questo, permettetemi, il personaggio di Rosa ne esce come uno straordinario esempio di resilienza, passione, altruismo e dedizione. La forza di chi non si arrende mai.

Anche quando l’ennesimo arrivo, quello di Juan, presenterà alla vicenda l’irreparabile.

Ho volutamente evitato di fornire troppi dettagli perché la commedia merita la visione e la partecipazione.

Una storia toccante e ricca di umanità: uno spaccato di tante vite che si intrecciano, con i loro sogni e le loro lotte quotidiane.

Ognuno dei personaggi è una sfaccettatura di anima e vive le sue emozioni con differenti approcci e seguendo ciò che il suo cuore detta. Chi in modo più razionale, chi lasciandosi trasportare dalla frenesia.

Non esiste un metodo giusto per vivere la vita. In questa commedia tutti i personaggi sono un perfetto equilibrio di sentimenti, vicende personali e speranza nel futuro.

Persino di fronte all’ineluttabilità del destino, la forza degli affetti sarà fondamentale per la sopravvivenza.

Non esiste amore più grande di chi ti sta accanto anche nei momenti più duri e difficili.

Una rappresentazione magnifica a cura di una compagnia teatrale altrettanto meravigliosa e che merita di essere conosciuta e apprezzata.

Grazie a Matteo Tibiletti per tutto il supporto e il capolavoro creato.

Potete seguire le sue produzioni e i corsi direttamente dal sito:

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