Il Filosofo del Lago La nuova opera di Fabrizio Bini

Questo libro è l’ultimo lavoro di Fabrizio Bini. Romanzo giallo ambientato sul lago Ceresio, rappresenta la terza opera dello scrittore che regala sempre meravigliosi scorci lacustri sullo sfondo di storie avvincenti ed enigmatiche.

E’ mattina presto e un giovane ciclista si appresta ad iniziare il suo giro domenicale attorno al lago, come molti appassionati, quando, complice una foto del meraviglioso panorama mattutino e un compagno di avventura che tarda ad arrivare, scorge un cadavere affiorare dal lago.

Il morto pare essere un uomo in avanti con gli anni con indosso una camicia rossa e riverso supino tra l’acqua e la terraferma. Placido e tremendamente immobile: si intuisce subito che non vi sia più nulla da fare. La morte ha preso l’anima dell’uomo e il lago ne culla il corpo esanime.

Quasi per caso, dopo qualche minuto, passa una Mini e il ciclista ferma con veemenza la macchina. La vettura viaggia a 50 km l’ora, con i finestrini abbassati e il guidatore ha un piglio rilassato, tipico di chi non ha la pressa dei giorni feriali.

Alla guida della macchina Andrea Stili, investigatore per passione ed avvocato di professione, che fin da subito si trova davanti ad un cadavere che racchiude mille misteri.

E’ un uomo affascinante e posato, ma molto riflessivo ed energico nel portare avanti i suoi obiettivi. A tratti anche tormentato, ma in seguito vedremo perché.

Innanzitutto rimane colpito da un guizzo vitale che sembra trasparire dai tratti somatici dell’uomo, nonostante le condizioni del suo ritrovamento non risultino essere tra le più ideali. Da quel momento per l’avvocato il caso diventa indagine e scoprire la verità una missione. Un compito quasi ossessivo che lo porta a scandagliare la vita della vittima, quasi come un sommozzatore alla ricerca di una persona inghiottita dal lago.

Aiutato dai suoi fedeli amici investigatori Geremia Noè e Matteo Ranzi cercherà di risolvere uno dei casi più difficili della sua carriera. Un mistero che è una fusione tra vita dissoluta e fame di sapere. Due facce apparentemente antitetiche e in perenne conflitto ma che risultano trovarsi in perfetto equilibrio.

Sullo sfondo, un lago calmo quanto enigmatico e silenzioso: custode e testimone di segreti inconfessabili e atroci.

La vittima è Alberto Montini. Dilemma umano nella vita quanto nella morte. Uomo premuroso, padre devoto e amante della cultura ma anche truffatore geniale e spietato. Una personalità complessa ed enigmatica, estimatore di libri rari e testi filosofici di cui fa propri gli insegnamenti con un potente interesse verso Espinoza.

Geremia Noè, investigatore dalle mille contraddizioni ma dal piglio e intuizione geniale, troverà l’indizio chiave del mistero: come molti gialli, spesso la soluzione alloggia dove si passa un milione di volte senza osservare mai.

In tutto questo crescendo di emozioni, aleggia la figura di Giada. Donna altera ed sfuggente. Figlia del Montini e misteriosa quanto il padre, ma di sicuro a lui devota e legata da un affetto e riconoscenza quasi viscerale.

Andrea ne rimarrà affascinato e quasi trasportato. Ma il suo animo sarà in perenne conflitto tra ciò che la realtà mostra e ciò che il cuore indica. Eterno conflitto tra passione e ragione delle cose.

Un finale inaspettato che non si mostra come tale, come la trama non risulta essere lineare e fedele ad uno schema prestabilito. Ma i grandi romanzi gialli insegnano che la soluzione di un caso non è mai semplice.

Eccoci allora ad indagare con Andrea, Geremia e Matteo: chinati sui libri rari del Montini e ad indagare sulla sua vita dissoluta e perbene al tempo stesso. Ci domandiamo assieme ai protagonisti, cosa spinga un uomo ad avere tante facce e sopportarne il peso.

Vediamo nella storia tra Andrea e Giada la passione e il tormento di segreti non detti e mezze verità.

Un crescendo di emozioni e sensazioni che tengono letteralmente incollati alle pagine.

Non ci basta la soluzione al caso, questo romanzo ci lascia qualcosa di più: la pagina di un forse che mai potrà essere raccontato.

E credo che non esista un mistero più grande di ciò che viene intuito ma mai veramente svelato.

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