
Si è tenuto, nel pomeriggio del 9 Marzo, il consueto appuntamento con l’artista Francesca Caraffini presso il Caffè Lucioni di Castiglione Olona: questo incontro fa parte della rassegna “Storie dell’Arte“. Un format dedicato allo studio delle varie tecniche artistiche, analizzandone la storia fino ai giorni nostri ed eseguendo anche delle sperimentazioni tecniche in loco. Una grande occasione per apprendere, ma anche conoscere le bellezze delle nostre zone e toccare con mano quanto raccontato.
Questa volta è toccato al gesso.


Il calco di gesso è noto fin dall’antichità e si ha testimonianza che gli stessi scultori romani ne facessero uso per riprodurre i capolavori dell’arte greca. Infatti esso rappresenta una preziosa risorsa: facile da modellare, poco dispendioso nella reperibilità ma spesso purtroppo anche rilegato a materiale di secondaria importanza.

Tra gli appassionati d’arte e artisti, molti sono gli estimatori del calco in gesso, apprezzato per l’assoluta ed estrema fedeltà all’originale in quanto realizzato rilevandone l’impronta (calco). Altro vantaggio, rispetto ad altri materiali, è che a fronte di una relativa fragilità il gesso garantisce minor peso e costo contenuto.
L’arte moderna e contemporanea hanno spesso attinto ai calchi in gesso, utilizzandoli per proporre nuovi soggetti attraverso interventi o rielaborazioni.



Nelle Gipsoteche (Gypso= dal greco, gesso) sono raccolte le opere realizzate in questo materiale. Questi preziosi luoghi rappresentano il ricordo di opere d’arte andate perdute. Grazie infatti alle riproduzioni in gesso di molti capolavori, possiamo ammirare la loro bellezza che altrimenti sarebbe stata dimenticata. Per molte opere di Botero, andate distrutte, purtroppo l’unico ricordo è proprio la copia.
Molte produzioni sono diventate capolavori d’arte a loro volta. Come ovvio che accada, dove si genera bellezza, lì risiede l’infinita meraviglia.


Nelle zone dell’Insubria sono presenti alcune importanti Gipsoteche come ad esempio il Museo Vincenzo Vela. I suoi modelli rappresentano la perfetta combinazione tra un aspetto esplorativo- concettuale e uno più tecnico o pratico della creazione della scultura. L’artista svizzero, ma naturalizzato italiano, fu protagonista di una riproduzione di tipo realista nella metà del XIX secolo.

Grazie a questo interessante percorso multimediale abbiamo avuto modo di esplorare la bellezza di un materiale spesso considerato scontato e poco apprezzato. E abbiamo anche fatto una piccola prova pratica, riproducendo, a modo completamente nostre, delle piccole creazioni.





Grazie a Francesca abbiamo riprodotto delle piccole creazioni in gesso con alcune decorazioni a tema floreale. Sicuramente una prova interessante ed esplorativa: abbiamo ascoltato la storia del gesso, il suo utilizzo e conosciuto la storia di alcuni dei suoi rappresentanti più emblematici ma ne abbiamo anche toccato, pur in minima parte, il suo lavoro.



Un evento assolutamente da non perdere che rappresenta ogni volta un’ esplorazione a 360° dell’arte. Non solo visiva e uditiva, ma anche tattile: si tocca con le mani in lavoro degli artisti di cui vengono raccontate, con profonda enfasi, le storie.
In una cornice bohemienne come quella del caffè Lucioni siamo catapultati in un mondo fatto di arte e meraviglia, cullati da deliziose leccornie e thè pregiati, e riproduciamo ciò che gli occhi hanno ammirato.
Un naufragare in un mare infinito di bellezza: come solo l’arte e i suoi estimatori sanno navigare.
E in questo Francesca Caraffini, Elena Lucioni e il suo staff sono navigatori esperti e curiosi di nuove avventure.






