
Una favola divertente e dissacrante. Renzino e Lucilla sono due innamorati che lavorano assieme nel supermarket del temibile don Rodriguez. La loro è una vita di sacrificio, precarietà e semplicità.
La storia inizia con il giovane che, con piglio deciso e coraggioso, va dal capo con l’intento di chiedere alcuni giorni di ferie in vista del suo matrimonio. L’uomo, manco a dirlo, rifiuta categoricamente: così i due innamorati decidono di dare le dimissioni seduta stante.


Don Rodriguez, rientrato a casa, si tormenta: non si capacita per una presa di posizione tanto coraggiosa ma al tempo stesso soffre per la profonda solitudine in cui è relegato. Di colpo affiora nella notte un fantasma oscuro: il socio Innominabile, venuto come monito per mettere in guardia l’imprenditore dalla fine grama a lui toccata.
E qui, il rimando è pressoché inutile da menzionare: ma esilarante il ricordo del socio come un lestofante di prima categoria nell’evasione fiscale, nelle liquidazioni e nella gestione delle buste paga. Insomma un Jacob Marley dei giorni nostri.
L’innominabile gli ricorda che nella notte avrà la visita di tre fantasmi. E non senza qualche difficoltà a causa dei numerosi impegni, l’imprenditore accetta questa proposta. D’altra parte l’uomo, da sempre alla ricerca di soldi e piacere, ha una agenda piena di impegni e scadenze improrogabili.
Nel frattempo, consapevoli delle possibili ritorsioni del loro titolare, Renzino e Lucilla scappano dal loro paese. Il giovane si reca dal cugino a Falconara Marittima mentre Lucilla si reca a Monza dalla cugina Gertrude. Entrambi alla ricerca di un rifugio e di una occupazione temporanea.

Il cugino Bortolaccio si rivela da subito premuroso con lo sfortunato ragazzo offrendogli ospitalità, ma le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e Renzino è costretto a fuggire nuovamente a causa di una prospettiva di lavoro assolutamente folle. Il parente infatti non è una persona su cui fare affidamento, a cominciare dal lavoro stesso.
Lucilla invece si trova vittima di un malinteso e scopre che la cugina non è che in realtà una ballerina a luci rosse! Così scappa anche lei trovandosi letteralmente in mezzo alla strada. Gertrude infatti ha avuto una conversione all’incontrato. Tolti gli abiti monacali si è dedicata all’intrattenimento per adulti e non mancano risultati e successo.
Un’ennesima assurda avventura attende il giovane innamorato: una navigazione in chiave assolutamente moderna e divertente. Il viaggio sulla motonave Caronte assieme a due personaggi, che non svelerò, ma che forse la memoria di studi pregressi ha già recuperato. Una crociera esilarante e strampalata.
Alla fidanzata tocca invece una sorte nettamente migliore. Un modesto impiego in una frapperia meneghina. Un lavoro tranquillo e tutto sommato piacevole. L’ ambiente è amicale e i colleghi si supportano a vicenda.
Ma nel mentre un terribile evento incombe su Milano: la peste. Un micidiale cataclisma, visto ovviamente in un ottica che tutto è, fuorché convenzionale.

Pare dunque che la sorte si sia accanita contro i ragazzi!
Renzino, durante la sua traversata, si trova a dividere un piccolo aperitivo con uno strano signore che gli offre un lavoro come agente immobiliare niente poco di meno che in Transilvania. Dovrà vendere un castello antichissimo di proprietà di un conte del posto. E qui immaginare chi sia il proprietario dell’immobile da vendere è quasi superfluo. Ma anche qui fallisce ogni tentativo di vendita e il giovane rientra in patria. Il ragazzo infatti si rivela non essere proprio portato per gli affari, ma nemmeno con la furbizia abbiamo buoni risultati.
Nel frattempo una notizia sorprende i fidanzanti. Il loro tirannico padrone è passato a miglior vita. Inutile dire che nessuno se ne dispiace e tutti sembrano vedere la sua dipartita come un momento di puro sollievo.
Il funerale è un momento tutt’altro che di raccoglimento e dolore.

L’ epilogo è, se si può dire, più esilarante delle stessa vicenda narrata con brio, leggerezza e dissacrante ironia. Una luna di miele degna di una leggenda.

Una bella favola. Allegra, vivace e che rivisita i classici in una chiave moderna e fumettistica. Infatti tutto il racconto è arricchito dalle incredibili illustrazioni dell’artista Greta Fantini, che ha impreziosito la visione stessa dell’opera con grande verve e talento innato.
Ci si perde dentro il racconto e si ride di scene incredibili, al colmo della rivisitazione letteraria e della comicità. Sicuramente una scrittura diversa e innovativa molti versi, che regala quella visione dei classici assolutamente opposta a quella reale.
Una storia che sembra scritta quasi per rendere più “umane” le grandi opere letterarie.
Così vediamo Don Rodriguez come uno sfruttatore, odiato da tutti e profondamente solo. Incapace di ascoltare i moniti del socio che ha fatto una fine ignobile. Ammiriamo Don Carciofolo che, nella sua semplicità, aiuta e supporta due giovani in difficoltà.
E, infine, proviamo empatia verso il povero Renzino a cui, è proprio il caso di dirlo, non ne va bene una.
Un libro da leggere per divertirsi e guardare i classici con occhi diversi e, perché no, anche un po’ irriverenti.
