
Non capita tutti i giorni di raccontare una storia che profuma in ogni singola pagina di speranza e di tanta, immensa, voglia di vivere. E, lo ammetto, non è stata una lettura facile da finire senza commuoversi e sentirsi davvero inermi di fronte a tanta forza.
Il racconto di una guerriera, una ragazza che ha saputo essere straordinaria come molte persone non saranno mai. La protagonista è Eleonora Cocchia, una splendida ragazza di 17 anni, la cui esistenza viene stravolta dalla più crudele delle sentenze. Una vicenda che difficilmente si riesce anche solo ad immaginare ma che diventa un invito al coraggio che scuote dal profondo l’anima.
Con una freddezza che rasenta la più becera mancanza di empatia, la mamma di Eleonora scopre la diagnosi. A seguito di alcuni dolori che la figlia lamenta da qualche giorno, viene effettuata una risonanza magnetica e, senza che nessuno abbia premura o tatto di avvisare, dopo 10 giorni viene consegnato il referto. Quasi al pari di una lista della spesa. Senza che si sia un qualche aiuto o supporto.
Sarà il medico di base a rivelare ai genitori la verità dietro un acronimo freddo ma che taglia l’anima come il più affilato dei coltelli. Una sentenza che lascia un presagio che mai nessuno vorrebbe immaginare.
DIPG, Glioma Pontino del tronco encefalico: un nome, un macigno pesante e devastante per qualsiasi persona. E’ infatti un tumore che colpisce soprattutto in età pediatrica e adolescenziale difficile da sconfiggere e che ad oggi, se non per rari ed eccezionali casi, è ancora incurabile.
Iniziano così le visite e le cure mediche. Eleonora non può muoversi in autonomia e le piccole cose di ogni giorno diventano una sfida. Si muove in carrozzina e ha difficoltà a parlare, ma cerca, negli sporadici sprazzi di serenità, e conquista a fatica alcuni attimi di normalità: come, ad esempio, camminare sui tacchi. Una delle cose che lei adorava di più, ma che la malattia le aveva impedito di fare.
Il giornalista Giambattista Anastasio ricostruisce questo periodo complicato e difficile attraverso le parole dei genitori, dei parenti, degli amici e del fidanzato. Scopriamo una ragazza determinata, consapevole della malattia ma sempre curiosa verso il mondo e con una maturità assolutamente fuori dal comune. Protettiva e premurosa nei confronti di familiari e affetti, preoccupata per il loro dolore più che per sé stessa.
Un dramma che diventa una storia di speranza: dopo la sua scomparsa nascerà, per volontà dei genitori e del fidanzato, l’Associazione Vivere a Colori, con lo scopo di aiutare la ricerca sui tumori come quello di questa meravigliosa ragazza.
Durante la serata di presentazione del libro, vi è stata anche la consegna del tanto sognato diploma. Eleonora voleva a tutti i costi ottenere questo traguardo, ma il destino lo ha impedito.
E così, grazie al grande amore di chi l’ha conosciuta e a quel grande uragano di affetto che lei stessa ha generato, il preside dell’Istituto Don Milani di Tradate ha fatto in modo che avvenisse il tanto desiderato conseguimento e relativa consegna.
Un sogno realizzato, esattamente come la storia di Eleonora insegna.

Una vita che è mancata solo nel corpo che sarà sempre presente nello spirito dell’associazione, una ragazza nata per essere qualcosa di più. Una speranza per chi combatte, una maestra di vita per chi l’ha conosciuta.
Potete trovare tutti i dettagli per donare e conoscere i numerosi eventi organizzati nel ricordo di questa piccola grande guerriera. Con un piccolo gesto supporterete il finanziamento alla ricerca, sempre indispensabile per contrastare l’evolversi inesorabile della malattia.
http://www.eleonora-vivereacolori.it

«Imparate dalla storia di Eleonora e cercate sempre di mettercela tutta per arrivare ai vostri obiettivi».
Nadia Rossin, mamma di Eleonora

In questa mia recensione devo assolutamente ringraziare Nadia, una donna che mi è stata accanto in tanti momenti e che non manca mai di regalarmi un sorriso. Io sono convinta che Eleonora è stata una grande anche grazie a lei e alla sua famiglia. Ad una donna che ha saputo trasformare il dolore in qualcosa che molti di noi nemmeno immaginano. Qualche volta incontriamo angeli sul nostro cammino, e Nadia lo è nel mio profondo dell’anima.
Di cuore, grazie della vostra grandezza.
