Lasciate che vi spieghi: la voce di Muffin.

Cosa si cela dietro ad un cane rinchiuso, per tanto tempo, in un canile?

Nessuno, credo, può immaginarlo. I rifugi per animali una prigione dove alcuni dei nostri amici a quattro zampe passano le giornate senza averne colpa.

La mia non vuole essere una polemica verso le tantissime associazioni che si prendono cura, in modo amorevole e meticoloso, di questi ricoveri. Ma, di fatti, si tratta di luoghi dove vengono lasciati cani “indesiderati” : un’ingiustizia atroce.

Carcere involontario e senza una data certa di liberazione.

Provate anche solo a pensare, per un secondo, ad essere rinchiusi in una piccola cella senza che abbiate fatto nulla di male e senza nemmeno sapere quanto questa detenzione potrà durare. Potreste anche passarci una vita: cosa che, per moltissimi animali succede.

Sono cani abbandonati al loro destino, vittime di padroni che, accaparrando mille scuse, li affidano a qualche ente. Questo quando hanno un minimo scrupolo nella coscienza, evitando abbandoni sulla strada in condizioni che la natura umana rifiuta al solo pensiero.

In questo romanzo, con una narrazione scorrevole e fluida, viene raccontata la storia di Muffin. Un cane vivace e attento che viene adottato da una famiglia dopo tanti anni di sofferenza. Un trascorso di vita che viene raccontato dallo stesso protagonista, regalandoci una versione totalmente innovativa ma al tempo stesso profondamente introspettiva.

Attraverso i punti di vista dei suoi familiari e dello stesso animale scopriamo di quanto la realtà possa avere due aspetti che spesso creano dei piccoli squilibri. Leggendo le pagine viene quasi da odiare il fatto che i cani non possano parlare. Sicuramente essi racconterebbero molto di più di quanto noi possiamo solo ipotizzare.

Eppure, quando si tratta dei sentimenti, questa incomunicabilità diventa solo apparenza. Dalle azioni e dagli atteggiamenti degli animali riceviamo più sentimento che da molti uomini.

La vivacità di Muffin è spesso fonte di esasperazione per la famiglia ma in realtà cela dentro il cuore del cane un desiderio di calore. Una sorta di affanno e di conquista di un riparo che possa chiamare casa.

Un calore al cuore che ha sempre cercato di afferrare con tutte le sue forze ma che si è sempre rivelato effimero e temporaneo. Complice in questo anche uomini che hanno sempre messo in primo piano interessi personali e guadagno.

Fin dalla nascita destinato ad affrontare un’esistenza segnata dai combattimenti illegali che lo portano alla fuga da così deplorevole orrore. La sua tenacia e la sua forza, in questo senso, sono un’arma a doppio taglio: forte per combattere, resiliente ad affrontare ogni sfida della sua esistenza.

Ridotto ad una bestia da macello per soddisfare la brama di guadagno di persone prive di cuore e dignità. Un tema abbastanza delicato, ma mai trattato a sufficienza i cui volumi rappresentano una piaga sociale imponente e criminale.

Viene poi adottato da una coppia di anziani coniugi dove è amorevolmente accudito e coccolato come una persona di famiglia. Persone semplici, ma di una dolcezza infinita che spesso dialogano con il loro amico a quattro zampe, considerandolo uno di famiglia.

E lui, felice di questo spiraglio di gioia, si lega indissolubilmente ai padroni.

Ma il destino è il più crudele dei padroni e lo allontanerà da quel porto sicuro verso una esistenza incerta e in attesa.

Il canile è il luogo della speranza. Si guarda fiduciosi i visitatori che passano attraverso le gabbie, qualche volta con fare frettoloso, qualche volta con fare quasi scocciato.

Non è vita, ma attesa. Un deserto dei tartari dell’anima che distrugge dentro e annichilisce ogni pensiero felice. Un muro separa queste creature dal mondo. Una casa circondariale dove i detenuti non hanno colpa.

I veri assassini sono aldilà di quel muro, beati e spesso incapaci di comprendere appieno la loro mala azione.

Muffin è l’eroe dei cani che non hanno voce e rimangono chiusi nel loro dolore e nella loro rabbia. Attraverso “Lasciate che vi spieghi” il suo vissuto, così simile a quello di tanti suoi compagni di sventura, prende vita e rende giustizia a tanti soprusi che quotidianamente accadono contro degli esseri totalmente indifesi.

E’ un grido coraggioso verso chi non si può difendere, è la voce di chi non ha voce.

Una speranza di rinascita e finalmente essere parte di una famiglia.

Finalmente con un nome, finalmente con una vita degna di essere chiamata tale.

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