La Madonna del belvedere di Oppido Lucano

Qualche tempo fa ho raccontato del santuario del Belvedere (potete trovare articolo al link https://dadaabovetheclouds.com/…/santuario-di-santa…/), oggi vorrei parlare nel dettaglio della statua lignea che, da secoli, dimora dentro la chiesa.

Oggetto di culto e devozione da parte di molti oppidesi e non solo. In questi giorni, infatti, è in corso la festa per la sua celebrazione: una ricorrenza particolarmente sentita e partecipata.

La statua è collocata in prossimità dell’altare per la celebrazione della S. Messa ed accoglie i visitatori e i fedeli che si recano in pellegrinaggio presso il santuario: presenza dominante e confortante al tempo stesso.

Essa è stata scolpita nella seconda metà del 1300 su modello tipicamente francese, realizzata secondo alcuni canoni da collegare direttamente a quelle presenze pirenaico-catalane introdotte dalla corte angioina, già operanti in zona sugli affreschi delle grotte di S. Antuono.

Ha anche una statua “gemella” ad Anzi, i cui tratti sono molti simili a quelli della madonna oppidese. Basta osservare la posizione delle mani della Madonna e del bambino per rendersi conto della similarità tra le due statue.

La statua della Vergine oppidana è di linea policroma, ai piedi della quale si legge A.D MCCCCCVII S.M di Belvedere F.V.R. Si tratta della data della ridipintura, essendo la statua opera di un intagliatore del secolo tredicesimo.

La Vergine indossa il manto dorato che le copre il capo ed una veste d’argento fermata in vita da una cintura. Con la mano destra destra benedice, mentre con la sinistra stringe lo scettro. Lo scultore potrebbe essere lucano, secondo qualche testimonianza.

Legato ad una pratica artigianale e provinciale, che avrebbe realizzato l’opera tra la fine del XIV e l’inizio del XV .

La statua presenta tratti sia romanici, riconducili alla composizione in generale, sia gotici. Questi ultimi sono riscontrabili nell’inclinazione del busto della Vergine, nella diagonalità e la sobrietà delle pieghe delle vesti.

La leggenda oppidese vuole che la statua della Madonna si sia posata su una quercia del monte Belvedere e venne scoperta da un contadino che raccoglieva legna. La Vergine avrebbe raccomandato al contadino di voler essere venerata su quel monte. Diventata la notizia di pubblico dominio, gli oppidesi decisero di erigere un tempio alla Madre santa, ma in un altro luogo più vicino al paese. Qui fu trasferita la statua, che il mattino dopo fu però ritrovata sull’asperità, a 3 km dal paese. Questo accadde per ben tre volte (cifra fra l’altro non casuale nella numerologia sacra), finché gli abitanti del centro bradanico capirono che la Madonna voleva essere venerata proprio sul monte Belvedere, dove finalmente decisero di costruire il santuario.

In questi giorni, dunque non è in corso una semplice festa di paese. E’ la partecipazione di una comunità ad uno dei suoi simboli più cari e devoti: la cui tradizione si perde nella memoria dei secoli, ma rimane devozione eterna tra le generazioni.

Come una fiamma che arde e viene costantemente tenuta in vita. Fuoco della fede e della tradizione.

Madonna del Belvedere, o della Purità,
Sorgi a tre chilometri dal centro abitato,
In località Castiglione su una collina circondata,
Da una curata pineta e un panorama spettacolare.

La leggenda vuole che la tua statua si sia posata,
Su una quercia del Monte Belvedere trovata,
Da un contadino intento a raccogliere la legna,
E tu dicesti all’uomo che volevi essere venerata.

Madonna del Belvedere, o della Purità,
Il tuo santuario è un luogo di pace e preghiera,
Dove i fedeli possono trovare conforto e speranza,
Nella tua presenza divina e nella tua grazia infinita.

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