Beatrice Pascal al Macchia Caffè

Martedì 7 Maggio, per la prima volta, il Macchia Caffè di Venegono Inferiore ha ospitato un evento letterario. Una tradizione non poteva che essere iniziata nel migliore dei modi: presentando il libro di Lidia Laudani.

Un’altra Vita è una storia intensa, viscerale e profondamente introspettiva che porta avanti un messaggio potente e pieno di speranza. Una vicenda che non può lasciare indifferenti.

Un romanzo che parla alle donne e per le donne. Affinché nessuna si senta più sola, derisa e di troppo. Un invito alla solidarietà e al supporto per permettere ad ogni creatura femminile di essere sé stessa nel modo che a lei più aggrada.

Lidia Laudani, con una narrazione incisiva, fluida e vivace tocca argomenti scomodi ma necessari, dolorosi ma importanti, e smuove le coscienze. Una penna che sicuramente sa come tenere incollati alla lettura e un piglio magnetico che smuove nel profondo l’anima.

Scava nei cuori e riflette la nuda verità.

La verità è che la narrazione di Beatrice Pascal è comune a tante storie. Intrise di una violenza che, però, non dovrebbe essere normale. Quasi fosse drammaticamente scontata, ma a cui la protagonista, fiera del suo essere, si ribella con forza.

Durante la serata sono stati letti alcuni brani da Anna Marsella, presidente dell’ associazione Anemos di Varese da anni impegnata nella lotta contro la violenza, il bullismo e il cyberbullismo. Un momento che ha permesso di rendere ancora più straordinarie le vicende di un libro.

Beatrice Pascal e il suo messaggio sono arrivati al cuore di donne coraggiose che si sono riviste in lei e nella sua storia hanno trovato la forza. Una sinergia potente tra cultura e sociale che sicuramente non si arresterà. Una meravigliosa collaborazione tra due donne che non hanno avuto paura e hanno voluto esprimere la loro personalità nella  più bella delle forme possibili.

La potenza di un racconto che merita di essere conosciuto, amato e apprezzato e che deve assolutamente crescere e farsi strada nel panorama letterario italiano.

Per essere il grido di chi è costretto al silenzio e la carezza negata a tante donne vittime di situazioni difficili.

Lidia è una scrittrice che ha tanto da raccontare e una forza che ho conosciuto in ben poche donne. Verve carismatica, piglio deciso e tantissima tenacia: sono queste le qualità che l’hanno fatta apprezzare prima come speaker radiofonica e ora come scrittrice.

Una donna che scrive per le donne e a favore delle donne. Libera come il personaggio che si manifesta tra le sue pagine. Unica nelle sue mille sfaccettature e pensieri.

Oltre ogni giudizio, oltre ogni cattiveria o invidia. Lidia ha un’anima da raccontare, con le parole di Beatrice. Un rapporto simbiotico e antitetico, allo stesso tempo, nel nome del rispetto di ogni essere umano.

Creature che leggendo il libro si rispecchiano nelle tante promesse suggellate: dapprima bambini, successivamente adulti.

E questa serata è stata la prova che si può fare tanto nel segno dell’ unione e del rispetto. Ogni barriera, pregiudizio o risentimento può essere facilmente abbattuto, basta volerlo e credere davvero in una realtà migliore.

Attraverso le parole di un’opera si possono rendere migliori il mondo e l’anima delle persone, e mediante il sostegno di un’associazione si può ricostruire un’esistenza intera e tornare a camminare sui tacchi che ogni donna merita di sfoggiare.

Possibilmente quelli più alti: così da vedere meglio la strada che gli si spiana dinnanzi.

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