Il Premio Anemos

Da qualche anno l’associazione Anemos di Varese (https://dadaabovetheclouds.com/2024/05/10/anemos-per-una-societa-davvero-migliore/) ha istituito un premio, la cui manifestazione è giunta nel novembre 2023 alla sua terza edizione.

Occasione per ritrovarsi e premiare il merito di molte personalità che si sono contraddistinte nell’impegno sociale ed hanno vissuto, a loro volta, delle violenze.

Un riconoscimento che viene donato ai professionisti che , su tutto il territorio nazionale, effettuano una costante opera di prevenzione ad ogni forma di violenza. Impegno a cui hanno dedicato tempo, energia e passione. Spinti dal desiderio di un mondo migliore, finalmente libero da soprusi ed abusi.

Appartenenti alle categorie più variegate: segno che la battaglia contro questa piaga è una lotta di tutti. Nessuno può dirsi esonerato.

Nella scorsa edizione sono stati premiati il Presidente Vicario del tribunale di Milano Fabio Roia; la presidentessa dell’Associazione  “SVS Donna aiuta Donna” ed ex primaria di ostetricia e ginecologia presso la clinica Mangiagalli di Milano Alessandra  Kustermann; la scrittrice, counselor, direttrice del portale di informazione quotidiana “Olnews” Claudia  Saba; lo psico-oncologo presidente “Fondazione Soleterre Onlus” e fondatore Associazione “Tiziana vive” Damiano Rizzi; la giornalista Maria Teresa Ruta; la ballerina, formatrice, attivista per i diritti umani Elena Travaini; la consulente ed attivista per i diritti umani e digitali Peghan Moshir Pour; l’ideatrice  di “Women for women against violence” Donatella Gimigliano; la giornalista e scrittrice Adriana Pannitteri; la società di pallacanestro Varese Basket; la presidente della Società Italiana per la Ricerca del  Diritto Comparato Barbara Pozzo; il produttore della “Bianco Production” Carmine Bianco. 

Sono stati inoltre consegnati dei doverosi e sentiti riconoscimenti civici: alla famiglia De Luca, a Erica Patti, a Laura Massaro, a  Luana Vivirito, a Nicolò Maya e Rosaria Gaeta.  

La manifestazione è stata aperta con i saluti istituzionali dal prefetto della provincia di Varese sua Eccellenza Salvatore Rosario Pasquariello e dal Sindaco di Varese Davide Galimberti. 

Tanti momenti di forte commozione e dolore, ma sempre nel segno della speranza. Guarire dalla violenza si può e dobbiamo ritenerci tutti parte attiva affinché ciò sia possibile per ogni essere umano. Questa serata è stata una delle tante prove che Anemos, nel suo fiume di amore, ha creato: non sicuramente una delle ultime, perché il programma dell’associazione è sempre in costante aggiornamento e condivisione.

Promotrice di questa iniziativa la straordinaria Anna Marsella, presidente e fondatrice di Anemos, donna straordinaria e di grande tenacia. Meraviglioso esempio di come si possa rinascere da decenni di abusi e violenze e costruire una rete di solidarietà e cooperazione.

Ha acceso le coscienze e continua a mantenere costantemente attiva la fiamma dell’impegno sociale e solidale. Con un sorriso e una parola di conforto in ogni momento. Amica preziosa e presente per tantissime persone della comunità varesina ma non solo. Disponibile ad ogni forma di supporto, ascolto o idea e sempre pronta alla condivisione per il bene del prossimo.

Grazie a lei questo premio e questa associazione hanno visto la luce e sono diventati un importante polo di supporto, coesione e sviluppo contro ogni forma di violenza.

Una serata preziosa da ricordare e una tradizione da portare avanti per onorare le tante vittime. Nel ricordo di alcune di loro e attraverso la forza di chi è sopravvissuto si può creare qualcosa di straordinario, coinvolgente e profondamente generoso.

Oltre ogni male.

In nome di un mondo migliore e di una società che tuteli ogni essere umano in modo attento e scrupoloso. Ferma e pronta con una legislazione che salvaguardi la vita di chi è vittima e garantisca pene e rieducazioni adeguate.

A partire dalle scuole, il fulcro, assieme alle famiglie, dell’educazione. Per questo Anemos è molto attiva nel supporto negli istituti scolastici, credendo con fermezza nella loro strategica importanza. Anche attraverso gli insegnanti, i primi ad essere coinvolti nel formare e nell’essere esempio. Responsabili, assieme ai genitori, nel trasmettere i valori di una società giusta, equa e sana.

Educare al rispetto di ogni volontà è il primo passo verso una società migliore.

Iniziando da piccoli passi possiamo costruire grattacieli.

Posiamo le fondamenta su un sogno, ma costruiamone la struttura con la forza e la voglia del cambiamento.

Perché le vite di tante persone non siano più interrotte o distrutte nel corpo e nell’anima. Sfigurate per non essere più attraenti, umiliate nel profondo del corpo per non essere più persone.

Educhiamo i nostri figli all’amore e non al possesso.

Per Giada, per Giulia, per Noemi e per tutte quelle anime ammazzate da dalle stesse persone a cui avevano donato il loro cuore.
Non uccidiamole due volte con la sberla dell’ indifferenza.

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