Io, te… o lui

Una commedia esilarante, divertente e ricca di colpi di scena. Una storia incredibile dove si ride dall’inizio alla fine. In un intreccio di contraddizioni e colpi di scena al limite dell’assurdo, che troveranno la giusta collocazione nel finale emozionante.

Tutto parte con la giovane Teodolinda, per gli amici Teo, che confida all’amica Samantha di aver chiuso con gli uomini e di voler avere a tutti i costi un figlio senza dover necessariamente avere un uomo. Un dialogo iniziale abbastanza serrato tra le due, in quanto le loro convinzioni hanno poli diametralmente opposti.

L’amica è abbastanza perplessa e si domanda il motivo della ritrosia. Samantha infatti è una donna a cui piace rapportarsi con il sesso maschile: conoscerlo ed esplorarlo in particolar modo. Sensuale e procace nei modi, ma sempre alla ricerca dell’amore vero.

Ma Teo è risoluta. Vuole solo essere madre. Si è stancata dell’immaturità degli uomini e di quell’eterno tergiversare. Lei è una donna di tempra forte e indipendente, che non ha paura di essere mamma single.

Con uno stratagemma, ruba una provetta di sperma al vicino di casa, il ricercatore Teo, con la testa perennemente sulle nuvole, e effettua lei stessa una fecondazione.

Infatti l’ingenuo ragazzo, in una confidenza, le rivela di avere in casa del materiale biologico per la procreazione assistita e di essere lui stesso un donatore. Non solo: Teo confida anche che la fecondazione artificiale è un processo semplice e possibile anche in autonomia nella propria casa.

In un battibaleno è incinta. Felice ma estremamente curiosa di conoscere il padre della creatura che porta in grembo. Non vuole avere un compagno, ma vorrebbe conoscere la persona che le ha donato il seme della sua felicità: anche curiosa di capire come potrà essere il suo bambino. Sognante e felice di questa nuova ed entusiasmante condizione.

Con uno stratagemma riesce ad estorcere il nome dal povero vicino che tiene il catalogo dei donatori tra gli archivi. L’identità rivela un personaggio assolutamente sopra le righe.

Si tratta di Osvaldo Menecucci, scapolo romano dal piglio sicuro e convinto di avere ogni donna ai suoi piedi, proprietario di un autosalone che vive con la sorella. Non ha una compagna fissa ma si diletta a cogliere ogni fiore femminile, non cercando necessariamente l’anima gemella. Forse inconsapevolmente, amando la sua condizione di eterno ragazzo.

La ragazza riesce ad incontrare la sorella di Osvaldo, Flavia, fingendosi una giornalista, ma la donna, furbamente e piena di dubbi, riesce a sottrarle la patente e a scoprirne la vera identità. Teo si era presentata in casa , in modo molto goffo, adducendo una certa curiosità verso la condizione di tombeur de femme di Osvaldo. Scusa abbastanza assurda che mette in allarme la donna.

Il dongiovanni, ammaliato e inebriato da questa visita, si metta alla ricerca di Teo convinto di trovare una donna follemente innamorata di lui. Non sapendo cosa, in realtà, si celi dietro a tanto interesse. Nessun sentimento appassionato, ma solo una semplice e viva curiosità.

La sorpresa, come prevedibile, sarà assolutamente scioccante.

Osvaldo si sentirà imprigionato e senza via d’uscita: incastrato quasi in una condizione totalmente involontaria e frutto anche del desiderio egoista di una donna sconosciuta.

Teo, deciderà di agire in modo inatteso rimanendo però ferma nelle sue decisioni.

Il finale sarà un tripudio di equivoci e sorprese, nel segno della leggerezza e dell’allegria. Canzoni orecchiabili e piacevoli che regalano la giusta cornice ad un opera già di per sé estremamente gradevole allo spettatore.

Una commedia accattivante e recitata con grande maestria e carisma. Le interpretazioni sono una prova di canto e recitazione riuscitissima e la trama tiene incollati alla sedia, piegati dal ridere.

La compagnia teatrale “il laboratorio delle idee” si caratterizza per una grande sinergia e poliedricità delle interpretazioni.

Teodolinda è un personaggio complesso, ma al tempo stesso molto sensibile e sognatore. Rifiuta gli uomini ma cerca una figura paterna per il figlio che porta in grembo e trova nella maternità la sua realizzazione.

Gianni è un ragazzo buono, ingenuo e anche un po’ tonto, ma innamorato della sua vicina di casa che lo vede come un buon amico. Farà di tutto per proteggere la sua amica ed aiutarla nella gravidanza. Quasi come un compagno e una sorta di padre.

Osvaldo è eterno ragazzone che rimane scioccato dalla notizia ed è combattuto da tutte le vicissitudini. Si rivelerà più complesso dell’apparente sicurezza che ostenta. Sensibile a sua volta e romanticone affettuoso.

Samantha è l’amica di Teo. Volitiva ma fondamentalmente premurosa con l’amica con cui ha un rapporto quasi di sorellanza. Sicura e decisa nei suoi comportamenti e disarmante nelle considerazioni verso gli uomini.

La sorella di Osvaldo è invece una donna simpatica e pragmatica, irriverente ma decisa. Caratterizzata da un forte affetto verso il fratello e piena di premure verso lui, quasi come se volesse proteggerlo nonostante non sia più un ragazzino.

La commedia stessa è inno alla vita e alla gioia. Una coralità di sentimenti piena di speranza e delicatezza. Nella gravidanza di Teo sono concentrati sogni e speranze. Quasi come una sorta di rinascita verso un avvenire migliore.

Meravigliosa per la sensazione di felicità che si respira ad ogni atto, ricca di speranza per la vita che si sta affacciando sul cammino dell’esistenza.

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