
La Fine è l’inizio di ogni cosa
Lo devo ammettere, per correttezza intellettuale e morale, poche volte mi è capitato di trovare un libro è che specchio di una parte di me.
E rimanerne così immersa e colpita da perdermi in quelle pagine, tra qualche sorriso e lacrima.
Tutto inizia in quello che potrebbe essere il peggiore dei modi.
Rebi sta rientrando a casa, distrutta e arrabbiata. Un calcio al cactus di casa e alla vita che è sgretolata in pochi istanti.
Una donna ferita che si reca nel suo paese natale, Cattolica,in cerca di una qualche forma di sollievo da una situazione profondamente sbagliata.
Riconsiderando tutta la sua vita e le sue scelte. Un lavoro che ha amato, un capo che le ha fatto toccare il cielo per poi cadere negli abissi della disperazione.
Giuliano, uomo che appare già dai primi capitoli. Dapprima piccolo accenno ma presenza ossessiva e dal fascino sensuale e magnetico.

Ho una nuova compagna di vita: si chiama Angoscia.
È arrivata assieme a un amico dal nome simpatico: Futuro incerto.
Ora è il momento di fermarsi, riflettere e cercare di ascoltare la propria anima. Il rifugio è a casa di Ilaria, amica fidata ed affettuosa, che accoglie la protagonista.
La confidente ha una lingua tagliente, una visione pragmatica della vita ed è tanto preoccupata per Rebi.
Attraverso piccoli frammenti d’anima scopriamo la frenetica esistenza della protagonista. Donna di successo, determinata ma dalla personalità complessa e sfaccettata.
Ilaria e Rebecca iniziano a confrontarsi e passare del tempo insieme. Piccoli attimi di sollievo ed evasione.

Si delinea, sempre più chiara, la figura di Vittorio. Il compagno di Rebecca. L’uomo che da sempre le è accanto in modo paziente e premuroso. La donna lo ha sempre allontanato, nonostante ne sia profondamente innamorata.
E lui è sempre rimasto fermo nell’ attesa.
Equilibrio statico di un sentimento presente e sincero. Forse poco manifestato, ma saldamente ancorato al cuore.
«Non puoi trattare così le persone che ti amano. Se hai bisogno di stare sola, e lo capisco, puoi semplicemente dirlo. E farti sentire almeno una volta al giorno, cazzo. Cosa devo pensare? Sei partita e sparita. Scollegata dal mondo. Da tutto. Non rispondi ai messaggi. Non rispondi alle telefonate. Dimmi come la pensi e cosa vuoi
Vttorio
e la chiudiamo qui. Farò a meno di rendermi ridicolo per te.»

I due riescono ad incontrarsi e l’uomo le rivela l’intenzione di stabilizzare la loro relazione, ma la compagna è irremovibile. Sembra non sentirsi eccessivamente pronta ad un passo del genere. Di lei si evince uno spirito libero, aperto e votato a prendersi il suo posto nel mondo a piene braccia.
E, con una narrazione introspettiva ma intrisa di suspense si dipanano le vere intenzioni di Rebecca e di questo peregrinare. Prima Cattolica, la sua città e poi a Point- Saint- Martin.

E di colpo una rivelazione che però regala qualche chiarimento in più all’uomo. Noi lettori non abbiamo modo di sapere, ma sicuramente è una confessione preziosa e profondamente intima.
Purtroppo, però, la vita si rivela tutt’altro che semplice e trovare un nuovo lavoro, nonostante la qualifica di Project Manager è impresa complicata. Complice il periodo storico non molto favorevole.
I colloqui che si susseguono sempre con le stesse formule di congedo. Ora troppo qualificata, ora troppo a avanti con l’età. Insomma: mai abbastanza adatta per le diverse mansioni.

In questo limbo i pensieri sono contrastanti e Rebecca vuole approfondire alcune questioni legate al suo lavoro. Non comprendiamo appieno la vicenda, ma intuiamo che la donna è stata demansionata e quasi accompagnata all’uscito della porta.
Tra l’altro, e lo si evince fin dai primi capitoli, la decisione è stata presa improvvisamente e senza evidente motivazione.
La sua azienda, la SoftGen, le ha consegnato una lettera di nuovo incarico con convocazione ufficiale senza che Giuliano abbia mosso un dito. E, dalla voce di Rolando, un ex dirigente comprendiamo che le voci riguardanti la donna nella società sono diverse e contrastanti.

Una piccola opportunità lavorativa le permette un sollievo. Un nuovo impiego in una piccola società come ragioniera. Paga discreta e molto tempo libero di pensare.
Rebecca non aveva nemmeno il tempo di mangiare in modo decoroso alla SoftGen, mentre ora ha ritmi molto differenti.
Ed, ecco, la narrazione fa un balzo temporale, di circa 25 anni.
Rebecca è una ragazza di 23 anni, timorosa e pronta a fare il suo ingresso nel mondo del lavoro e della vita. Primo giorno di lavoro in SoftGen. Attesa e trepidazione come mai prima.
La sua grande occasione: apparte qualche piccolo lavoretto, mai ha avuto una simile occasione.
Un’assunzione presso una grossa società.
«Buongiorno, Rebecca.» Mi giro.
Giuliano Bergomi cammina verso di me con un sorriso abbagliante.
«Benvenuta, ti aspettavo. Come stai?» Mi alzo e gli stringo la mano. «Buongiorno, dottor Bergomi.»
«Saliamo da me, sistemiamo le formalità amministrative e poi ti accompagno nel tuo reparto.»
Nonostante le comprensibili difficoltà dei primi giorni, già dal primo mese la protagonista si contraddistingue per la sua grande intelligenza e professionalità. Viene infatti promossa al ruolo di formatrice che la stimola a curare in modo maniacale presenza, portamento e approccio con l’esterno. Questo cambiamento non passa inosservato, soprattutto a Giuliano.
Quest’ ultimo esercita un fascino speciale su Rebecca, fin dai primi incontri.

La prima formazione ai clienti ed agenti è un completo successo. Rebecca viene lodata e apprezzata per le sue qualità. Da qui una ascesa incredibile che la porta ad occupare ruoli di responsabilità in azienda. E ad essere oggetto attenzioni non lavorative. Soprattutto da parte di un collega, Federico, soprannominato dalla donna “Il Viscido”.
Al tempo stesso però, è innegabile il magnetismo e il fascino che Giuliano trasmetta. Il suo sguardo e la sua approvazione fanno emozionare e trasalire Rebecca. Ma è ferma nel confine lavorativo che si è autoimposta.
Giuliano ha un forte ascendente su di me, la capacità di mandarmi in confusione il cervello e fare scalpitare il mio cuore, fin dal primo giorno. E dal primo giorno, nonostante l’agitazione che mi causa, per me lui è stato il mio direttore e basta. Sentimenti e lavoro non si mischiano. L’amore in un rapporto professionale non è contemplato, non per me. Men che meno con un superiore.
Anche quando la carriera avanza inarrestabile assieme alla mole di incarichi e le dicerie sulla vicinanza di Rebecca e Giuliano si fanno sempre più pressanti e fastidiose, la donna è risoluta. Mai i legami sul posto di lavoro. Anche se quella che era partita come una semplice infatuazione si trasforma in una forte attrazione.
La donna si sta innamorando del suo capo, cosa che avrebbe volentieri evitato. Ma Giuliano non è indifferente alla sua bellezza. Ne è fortemente attratto ma anche lui cerca di evitare ogni forma di malinteso o situazione sconvenevole.
Un’evento inaspettato turba però l’ambiente sereno della SoftGen. Federico, un collega che si è invaghito di Rebecca e non perde occasione di dimostrarlo, viene nominato responsabile al posto di Giuliano.
Il clima si fa teso come una corda di violino e il nuovo manager si rivela impassibile e intransigente. Ogni venditore deve rispettare i suoi obiettivi in modo fiscale e quasi dittatoriale. La protagonista non ne può più.
Come un’ancora di salvezza arriva, dopo 15 anni di lavoro pieno di successi, una promozione. Sarà Project Manager della SoftGen sotto la direzione del suo primo direttore Rolando, una figura quasi paterna. In questo modo Giuliano vuole allontanarla dalla figura dispotica di Federico.
Tuttavia tra i due inizia ad esserci un avvicinamento ed un bacio appassionato dopo una cena in spiaggia. Tra entrambi è palpabile una fortissima intesa.
Ma nulla di più si intravede. Questa sfiancante risolutezza della donna diventa terreno fertile per una vera relazione. Quella con Vittorio, agente di commercio torinese conosciuto sul treno.
Con lui è tutto più facile. Nessun blocco per eventuali pettegolezzi e la sua amica Ilaria ne è entusiasta. Tutto sembra essersi ricomposto e l’uomo fa dimenticare la presenza di Giuliano.
La vicenda si snoderà in un modo inaspettato ma che farà davvero riflettere e anche male al cuore.
Giuliano tra tutti, è la dimostrazione che mi sono sempre fidata delle maschere. Ho dato troppo, ho messo tanto di me in ogni rapporto e ora è finita così. Non ho rimorsi. Sono solo incazzata con me stessa.
Ci sono storie in cui inevitabilmente ritrovi una parte di te e delle emozioni, vuoi per alcune trame, vuoi per mille altri motivi.
Scrivere di questo libro è stato come rivedere uno specchio, impietoso ma alla fine pieno di speranza. Forse perché spesso ho trovato persone come Giuliano, lupi travestiti da agnelli che si sono rivelati serpi della peggiore razza.

Confesso che ho riletto alcuni passi, come se il libro stesse parlando a me.
E in Vittorio ho rivisto la stessa premura della persona che ora mi è accanto, che spesso è la spugna di tutti i miei dolori e delle mie confusioni. Esattamente come il compagno della protagonista, lui avrebbe mille motivi per scappare ma rimane sempre fermo ad aspettare.

Amo leggere per romanzi come questo: per raccogliere pezzi della mia anima, sparsi nella coltre della confusione di una vita non sempre facile ma mai scontata.
Come Rebecca, è bello pensare che esistano delle occasioni per rinascere.
Questo blog è una rinascita, esattamente come il nuovo lavoro della protagonista.
Una donna che fugge ma ha sempre la forza per farcela. Che si sente sola, ma non lo è mai.
Che ama ma senza dimostrarlo e che crede nei valori più importanti della vita.
Rebecca non tollera le violenze e i soprusi, ma si rende conto che la soluzione migliore è andarsene dallo schifo.
Ci vuole coraggio a lasciare andare ciò che ci illudeva e si presentava come una dolce evasione, per guardare davvero la realtà.
Scoprendo che non sempre i sogni sono quello che si mostrano.

In questo romanzo, non ho trovato pezzi ma veri e propri frammenti del mio cuore.
Che grazie ad un libro meraviglioso, si sono ricomposti nel segno della speranza.
Non sono le debolezze e le cattiverie a renderci fragili, ma la forza con cui rinasciamo ad ogni schiaffo della vita a renderci straordinarie.
Guerriere di una vita, padrone di ogni nostra rinascita.
Ma soprattutto di chiudere ogni capitolo doloroso con un marchio indelebile.
Fine e a mai più.

