
La vita di un uomo complesso in tre storie. Vicende ricche di fascino, magnetismo e suspense.
Chi è Max? Difficile raccontarlo. Fotografo per passione da diverso tempo ma dal carattere introverso e spesso solitario. Poche uscite, apparte quelle con il suo amico di liceo, Luca Fortis, giornalista di cronaca mondana. Ma con un grande vizio: attirare casi criminali da risolvere.
Ecco dunque tre racconti gialli sotto degli occhi totalmente nuovi: quelli di un esperto della macchina fotografica.
UNA SERATA DA DIMENTICARE
E’ sera. Una serata in cui il protagonista avrebbe voluto starsene volentieri in casa e invece, su quasi ordine perentorio del fidato amico, si trova immerso in una festa chiassosa. I presupposti della giornata non erano stati tra i migliori e questo aveva inficiato qualsiasi approccio iniziale all’evento mondano.
Troppo chiasso e troppa finzione per il temperamento morigerato di Max.
A dire il vero tutta la giornata era stata una sequela di cose più o meno negative: era cominciata
con la scoperta di uno specchietto in frantumi e una fiancata ammaccata sulla mia macchina nuova, e
come era logico aspettarsi il colpevole era ignoto, seguita da tutta una serie di altre seccature, telefoni
occupati, persone già uscite, materiali che non arrivavano… Una di quelle classiche giornate in cui ti
dici: forse è meglio che vada a casa a dormire.
Tra i tanti invitati un personaggio cattura l’attenzione del protagonista: è il dott. Bella, facoltoso e ricco imprenditore al centro di tante vicende commerciali. Apparentemente figura di sfondo, si rivelerà fondamentale per tutta la trama della storia.
Max infatti si troverà coinvolto in una vicenda assolutamente inaspettata e del tutto lontana da quanto si era prefissato nella sua vita.
Il magnetico uomo d’affari è stato brutalmente assassinato e uno dei maggiori sospettati è proprio il fotografo.
In un crescendo di attesa e colpi di scena, il bandolo della verità sarà svelato.
E, come tutti i gialli di pregio, non sarà un finale scontato.
IL PIANTO DEL MARE
“Dev’esserci qualcosa di
Khalil Gibran
stranamente sacro nel sale.
Lo ritroviamo nelle
nostre lacrime e nel mare.”
Max è con il suo amico inseparabile e guascone Luca, alle prese con l’ennesima avventura.
L’occasione è la scomparsa di una bambina da un terrazzo, sotto gli occhi di tutti. Un caso che di per sé è già abbastanza complicato. Nessuno, come nelle più classiche delle situazioni, ha visto o sentito qualcosa e la preoccupazione cresce di giorno in giorno.
Vengono scandagliate tutte le possibili ipotesi, anche le più tragiche.
Per poi scoprire che nulla è mai come sembra, esattamente come la vita.
Anche in questo caso il fotografo risolverà il caso in modo egregio e preciso.
FURTO D’ARTE
Chi vede correttamente il volto umano:
Pablo Picasso
il fotografo, lo specchio o il pittore?
In questo racconto il fotografo è alle prese con un furto e dovrà faticare non poco per capire la verità. Soprattutto perché si troverà a fare i conti con persone particolari e stravaganti. Molto diverse dai suoi schemi mentali, definiti e irremovibili.
In questo racconto, una parte dell’anima del protagonista si rivela ai lettori.
Dietro una coltre di uomo burbero e taciturno, si trova una persona sensibile e altruista che odia le brutture del mondo.

La penna di Grazia è vivace, frenetica e introspettiva. Il personaggio principale diventa quasi tutt’uno con il lettore in una storia che sembra un viaggio nel cuore attraverso i gialli che il fotografo risolve.
Una storia che non merita di finire con un libro, ma di continuare ad esistere risolvendo i casi difficili che la vita pone dinnanzi.

