TUTTO IL VUOTO DI UNA VITA PIENA

Sono arrivate le tanto sospirate vacanze, e Vic non vede l’ora di dedicarsi alle sue piccole passioni e al relax. Se ne andrà in Sardegna a rilassarsi e bearsi del dolce far niente.

Ma all’improvviso una notizia inaspettata la catapulta in uno stato di profonda preoccupazione. La sua amica Anna le ha annunciato che la figlia Ginevra, da qualche tempo, frequenta il figlio del Giangi, una persona poco raccomandabile che negli anni passati si è contraddistinto per le sue malefatte.

Maledizione! Karma del cazzo, non le permetterò di rovinarsi gli anni più belli morendo dietro a un impasticcato!

La ragazza qualche ora dopo è a casa della protagonista, che chiama e considera come una zia, e le racconta di questo amore che sembra uscito da una fiaba. Gli occhi vibrano di sogni e le parole piene di dolcezza. Maury è un ragazzo speciale per lei.

Il rapporto tra la donna e la ragazza è amicale, confortante e premuroso l’uno nei confronti dell’altro.

Vic però è veramente preoccupata per questa nuova relazione della nipote e non perde occasione per mettere in guardia il ragazzo facendo infuriare Ginevra. Mamma e zia si trovano a dover combattere contro il sentimento della ragazza, la sua testardaggine e la voglia di proteggerla.

E qui, un salto nel passato; quando entrambe avevano circa 20 anni e tante speranze per il futuro, sempre assieme in condivisione.

Io, dopo un lungo smarrimento mi ero ritrovata e avevo ritrovato anche lei. Due sopravvissute. Le proposi di venire a stare a casa mia, mio padre non avrebbe certamente rifiutato e che felicità quando fra le lacrime disse di sì. Condividevamo tutto, la colazione diventò il momento più allegro della giornata: io, papà, mamma e Anna. Tutti intorno al tavolo a bere caffè e a fare programmi.

Le due giovani hanno un rapporto totalmente differente con l’amore. Vic lo rifugge, Anna lo cerca come una speranza.

La protagonista è donna forte, indipendente e determinata. Distaccata sul genere maschile e spesso delusa. La sua amica fraterna invece si butta a capofitto in ogni relazione, confidando che sia quella della vita.

Questi flashback permettono di conoscere meglio la genesi di questo rapporto simbiotico e capire la preoccupazione riguardo la situazione di Ginevra.

Purtroppo però un gesto istintivo della zia fa infuriare la ragazza e preoccupare la madre che si arrabbia con l’amica. Infatti le donne avevano deciso di recarsi in discoteca per monitorare la situazione, facendo una pessima figura tra i ragazzi.

La reazione della mia amica mi prende di sorpresa.
«No! Adesso basta con le tue geniali trovate, ti ho chiesto aiuto ma ho sbagliato, ti proibisco di interferire ancora nella vita di mia figlia. Lasciaci in pace.»Avrei preferito un pugno nello stomaco piuttosto che sentire quelle parole. L’espressione estranea sul suo volto mi provoca un groppo in gola che non vuole saperne di scendere. Vorrei parlarle ma non mi esce un suono, così rimango in mezzo al salotto con la bocca semi aperta e la testa china. Un’altra porta che si chiude, ancora una persona che amo che se ne va.

Vic è perplessa e smarrita, esce di casa dell’amica e inizia a girovagare.

Si ritrova ad incontrare, quasi per caso, il famoso Giangi che informa prontamente circa la relazione tra il figlio e Ginevra. L’uomo dopo una apparente spacconeria, si dimostra determinato nel ribadire la correttezza morale del figlio.

L’uomo vorrebbe che il suo passato fosse cancellato e ha cresciuto il figlio nel benessere ma anche in clima assolutamente moralmente ineccepibile.

Una volta arrivata a casa, la protagonista trova la chiamata di Anna: una telefonata dolce e piena di affetto. Vuole scusarsi della discussione di qualche ora prima.

E’ tornato il sereno.

Ma ecco che, in un crescendo di emozioni. Ginevra scappa lasciando un misterioso ma sibillino biglietto. Il suo cuore innamorato non conosce ragioni e si oppone alle decisioni materne.

Mammina, tu e zia Vic siete le persone più importanti della mia vita, ma per colpa vostra sto rischiando di perdere il mio ragazzo. Con il vostro assurdo comportamento mi rendete infelice, vedete pericoli ovunque, Maury mi ama e io senza di lui non vivo. Torno domani, non cercatemi, passerò la notte fuori. Ciao.

Le donne si recano dal padre di Maury, ossia il Giangi che confessa, tra le lacrime di non aver mai pensato che il figlio si dedicasse allo spaccio e frequentasse compagnie poco raccomandabili. I tre decidono di chiamare le autorità.

Sanno che, di lì a breve, ci sarà un rave a cui i ragazzi parteciperanno e decidono di recarsi per trovare Ginevra.

Sulla strada, notano un’ambulanza a sirene spiegate con alle calcagna un fuoristrada: riconoscono l’auto di Maury.

Prima del loro arrivo si è già consumata la tragedia.

«È in coma. La stiamo monitorando, ci aspettiamo che si svegli nelle prossime quarantotto ore, per ora non posso dirvi altro, solo che mi dispiace. Quanti anni ha?»
Anna si alza, gli prende le mani e guardandolo dritto in faccia sussurra: «Sedici anni, dottore. Ho solo lei, mi aiuti a non perderla.

La ragazza ha assunto una pastiglia con dei componenti letali e questo le ha causato il coma. Complice il clima rilassato e la voglia di provare una emozione forte e prepotente.

Ma tutto si risolve poco dopo. La ragazza si sveglia, nella contentezza generale.

Senza però distogliere l’attenzione sul danno causato da Maury, che viene denunciato da Anna.

Vic torna a casa e di nuovo le viene in mente, prepotente, un flashback.

Paolo: un nome che riecheggia cadenzato nella storia. Un ricordo vago ma mai dimenticato del tutto. L’amica invita spesso la protagonista a raccontare la sua storia.

Il primo amore di Vic.

Un sentimento delicato ma travolgente che porta la protagonista ad affidare la sua vita nelle mani di quest’uomo e a perdersi un vortice infernale: quello dell’eroina.

In una lunga lettera alla nipote finalmente la donna ha il coraggio di raccontare il passato scomodo e che, volutamente, tende spesso a dimenticare.

Si facevano ridendo, quella novità li esaltava e mentre imboccavano senza saperlo la strada della morte io mi aggiravo, unica femmina, tra fuoristrada e berline

Persino la prima volta della protagonista avviene sotto effetto dell’acido e lei ne rimane profondamente sconvolta. In quello che dovrebbe essere un momento prezioso e dolce, unico e irripetibile si consuma una violenza. L’ambiente è squallido e sporco.

Inizia così il racconto, immaginato alla nipote Ginny, della discesa negli inferi: fatta di dolore, sottomissione e disperazione. Vic perde anche il lavoro e scopre che anche il suo adorato fratello è caduto vittima del demone della droga.

Per la protagonista però arriva l’occasione di mollare lo schifo in cui si era infognata e ricominciare: scopre il tradimento di Paolo e lo lascia.

Andandosene a Roma con la sua dolce amica Marta.

Ci godemmo ogni secondo, di giorno musei e negozi, di sera i bar più frequentati e le discoteche piene di giovani. Volò così la prima settimana.

Purtroppo tra Vic e Paolo il rapporto è malato e altalenante. Si lasciano e si riprendono molte volte, non riuscendo mai a far crescere il loro amore.

L’uomo è schiavo dell’eroina in modo viscerale.

Nonostante tutto il dolore, il libro si conclude come un profondo inno alla speranza e all’amore verso Ginny.

Rita Filippi ha una scrittura decisa e delinea Vic come una donna forte e determinata, ma che sa nascondere bene le sue fragilità il suo passato.

Non rivela mai ciò che si cela dietro al suo piglio spesso scambiato come prepotenza. Non ama concedere la sua anima a tutti.

Il suo cuore ha patito troppo. È stato a lungo ferito e qualsiasi emozione è sempre analizzata e misurata.

Una storia che tocca il cuore e scuote la coscienza.

Raccontare un dolore per rinascere nel profondo nell’anima e perdonarsi di non essersi abbastanza amati.

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