
Due impresari funebri, Sebastiano Vella e Onofrio Principato, con la passione per il teatro, intrecciano il loro destino con un tormentato Pirandello.
Lo scrittore è giunto a Girgenti (odierna Agrigento) per dare commiato alla sua balia d’infanzia cui era particolarmente legato. Per l’occasione si era premurato di avere i migliori professionisti del settore: da qui lo strampalato incontro.
I singolari becchini sono preoccupati per la messa in scena della loro tragedia. Gli attori sono improvvisati e le tematiche trattate non sono per nulla facili da affrontare. Inoltre i due uomini sono completamente diversi tra loro e questo porta a non pochi scontri tra i due.

Nofrio è molto riflessivo e sensibile, mentre Sebastiano è più impulsivo e amante delle donne. Amici da una vita e soci nel lavoro hanno una visione totalmente differente della loro creatura ma sono accumunati dalla stessa passione: il teatro. Anche nelle interpretazioni sono diametralmente opposti.
Uno molto concitato e tormentato, l’altro più vernacolare e giocoso.

Lo scrittore siciliano è, invece, dilaniato da una crisi creativa e interiore. La nevrosi folle della moglie lo tormenta e la sua produzione diventa, ad ogni opera, sempre più machiavellica e introspettiva. Un processo maieutico attraverso l’arte della scrittura, da cui però non sempre si esce illesi.
Dopo aver assistito alla prima di Sebastiano ed Onofrio, Pirandello rimane colpito da come la scena abbia oltrepassato i confini diventando un dramma corale e di paese. La linea di demarcazione tra realtà e finzione è stata prepotentemente abbattuta dalla prepotenza della realtà.

Infatti, durante la recita, si scopre che Nofrio ha una relazione con Santina, la sorella di Bastiano, uno degli impiegati comunali si sente messo in mezzo dalla recitazione e inveisce contro gli attori. Gli spettatori iniziano dunque a litigare gli uni con gli altri interrompendo, a conti fatti, la recita.
Tutti diventano attori e quella che doveva essere una finzione si trasforma nella vita.

Pirandello ne rimane profondamente colpito e decide di prendere ispirazione per la sua nuova straordinaria opera Sei Personaggi in cerca d’autore.
La trama prenderà una piega inaspettata e lo scrittore di Girgenti non avrà il riconoscimento adeguato nell’immediato, ma, nel 1934, otterrà il premio Nobel per la letteratura.

La bellezza di questa produzione è riposta in un straordinario Toni Servillo quasi criptico e silenzioso, nonostante i numerosi tormenti e in Ficarra e Picone che si confermano artisti poliedrici e di spessore.
Emblema della sicilianità verace e delle sue tante sfaccettature. Apparentemente semplici, ma che internamente rappresentano l’universo in cui l’uomo si rinchiude gettandone via la chiave.

Pirandello viene descritto come uno scrittore che deve far fronte a tantissime difficoltà e incomprensioni. Il suo non è un teatro dove si ride, la sua recita è intrisa di sorrisi disperati e profonde taglienti riflessioni. Gli attori non sono che la realtà denudata da ogni edulcorazione, intrisa spesso da problematiche di natura mentale.

Egli fu tra i primi autori a scardinare l’onta della malattia mentale e ad indagarne le cause attraverso la sua produzione, risultando anche difficile ed emotivamente complicato nella comprensione stessa delle sue opere.
Il teatro pirandelliano non è per tutti: è solo per chi non ha paura di vedere i buchi della propria anima e le tante maschere che ci portiamo appresso.
Orpelli pesanti e polverosi, esattamente come la recita che sosteniamo nel quotidiano.
E quando il velo di questa ipocrisia viene squarciato dal genio pirandelliano possiamo solo provare un sentimento: lo smarrimento di esserci rivelati. Nudi nella vergogna della nostra recita.
Soli in un interpretazione intrisa di dolore e costrizione.
Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”.
Sei personaggi in cerca d’autore

