La Meglio Gioventù e quell’Italia meravigliosa nascosta sotto una coltre di miseria.

Piccola ma doverosa premessa: Luigi Lo Cascio, Alessio Boni e Jasmine Trinca in un paese che onora l’arte sarebbero considerati talenti da custodire. Attori di primo livello, adatti e poliedrici in ogni parte: espressivi ma mai ripetitivi, straordinari ma mai divi, unici e irripetibili nelle loro interpretazioni.

Questa produzione di Marco Tullio Giordana è un meraviglioso omaggio all’Italia dagli anni 60 ai giorni nostri. Sullo sfondo i tanti fatti di cronaca, gli eventi e le trasformazioni di un paese.

La vicenda della famiglia Carati. Un nucleo coeso e forte.

Una famiglia composta da due fratelli e due sorelle.

Giovanna, la più grande e una sorta di seconda mamma per tutti, prima avvocato e poi giudice sempre decisa e determinata ma profondamente legata al suo nido caldo fatto di amore e supporto.

Nicola e Matteo: due fratelli completamente diversi ma uniti da un profondo affetto e stima reciproca. Nicola, psichiatra e sempre dalla parte dei più deboli mentre Matteo  persona profondamente tormentata e introversa.

Ultima, la sorella la dolce Francesca, moglie di Carlo, amico fraterno di famiglia.

Tante storie si intrecciano lungo il cammino dei membri Carati. A volte frammenti di vita, altre pezzi importanti della vicenda.

Giorgia, ad esempio, donna rinchiusa e maltrattata in una clinica psichiatrica che segnerà in modo indelebile le vite dei due fratelli. Attraverso un percorso non sempre facile, riuscirà a ritrovare la dignità di essere umano e a vivere una vita degna di essere chiamata tale.

Poi Carlo e Giulia, personaggi importanti in modi differenti che si evolveranno in un modo inaspettato e spesso complicato.

Lo scenario è quello del nostro paese che cambia in forma e nei pensieri.

Prima paese che guarda al futuro con occhio ottimista, poi di protesta e infine con piglio disincanto di una realtà che non cambia.

L’Italia e le sue mille contraddizioni. Popolato da uomini che sostengono che ogni malattia mentale debba essere curata con amore e dedizione, come Franco Basaglia, oppure da donne che credono nella parità di genere e nel rispetto del lavoro.

Un paese che cambia restando fermo nei suoi sogni coperti di polvere antica e ipocrisia. Bellissimo e complicato, scostante e impervio nella sua forma, che lotta per essere migliore ma che rimane legato alle catene di uno stato troppo spesso lontano dalla realtà.

Una nazione che diciamo di odiare ma in cui ci rifugiano per la sua bellezza infinta.

Dove si respira infinito, nonostante tutto, e dove è bello perdersi.

Il paese che amo e da cui cerco di raccogliere ogni frammento di meraviglia.

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