Malmaritata: la rivincita oltre ogni pregiudizio.

In questa opera Laura Fagiolini dipinge l’anima di un personaggio poco conosciuto e spesso relegato a qualche ricerca dettagliata. Siamo a Roma, nel 1640: un momento di enorme e florido sviluppo per la città. Soprattutto nelle arti si accavallano nomi eccellenti che saranno poi ricordati nella memoria dell’arte.

L’autrice, dopo aver raccontato di donne coraggiose e determinate come Velia Titta Matteotti e Imma Bandiera, si concentra su una figura altrettanto straordinaria: Costanza Bonarelli Piccolomini.

Passata alle cronache come amante di Gian Lorenzo Bernini fu molto altro: esempio di forza e lotta contro i pregiudizi di genere e ai destini imposti alle tante sventurate figlie delle famiglie nobili romane.

Costanza, cresciuta nella convinzione di non essere amata, si era aggrappata a questa relazione. Era alla ricerca di amore e approvazione, aveva sete di rivincita nei confronti di una vita che l’aveva voluta di origini nobili ma povera. L’aveva voluta donna e sottomessa al genere maschile. Essere povera significava per lei non poter soddisfare i propri bisogni e non poter condurre la vita secondo le sue inclinazioni ed essere solo una donna la faceva sentire impotente e incapace di decidere su di sé e sul proprio destino; e lei non voleva sottostare a queste regole.

Costanza Bonarelli Piccolomini.

Sopravvivere in un mondo dominato dal potere maschile è difficile e complicato: ma grazie a donne come lei il diritto ad essere donne è (quasi) diventato realtà. Una vera e propria lotta fatta di pianti soffocati, di dolori lancianti e di tanta, immensa, forza. Una resilienza che conosce solo chi immagina un sogno oltre la propria vita.

Questo libro racconta la sua vita e le sue vicende.

Nata da una famiglia nobile ma nella precaria condizione femminile, per volere del padre viene data in sposa ad un modesto commerciante di arte che però le garantisce una forma di stabilità. Infatti la donna potrà ritagliarsi qualche spazio di autonomia e indipendenza. E’ un dato di fatto che la Roma di quegli anni era contraddistinta da moltissime contraddizioni: lo stesso Papa aveva numerose amanti e i figli illegittimi ricoprivano cariche molto importanti.

Per quanto sia doloroso un matrimonio dettato dal volere genitoriale e senza lo stralcio di un sentimento, la via alternativa sarebbe stata la monacazione forzata: una condanna a vita che Costanza non potrebbe sopportare. Tutto per non disperdere la preziosa dote di famiglia. Perché un matrimonio di una figlia rappresentava una spesa non indifferente.

La protagonista è stata data in sposa con una dote quasi miserevole, pur di non mettere troppo mano ai sacchetti delle spese.

Nella sua vita, abitudinaria ma serena, l’incontro con Gian Lorenzo Bernini: uomo dal talento straordinario ma di indole tutt’altro che semplice.

L’artista era una figura di rilievo indiscutibile nel panorama artistico romano. Desiderato per tutte le commissioni importanti e venerato come un divo.

Costanza ne rimane folgorata e si abbandona ad una passione travolgente, con la connivenza del marito. Essere legata ad un personaggio di spicco rappresenta una ghiotta occasione per gli affari e un ottimo lasciapassare per gli ambienti che contano.

Tra i due nascerà un rapporto malsano e prepotente, fondato su basi torbide come la gelosia e la violenza.

La fine di questa relazione sarà brutale e lascerà dei segni nell’anima e nel corpo di entrambi. Cicatrici che testimoniano di un bisogno disperato di entrambi: la donna di ricevere una qualsiasi forma di attenzione che si avvicini all’amore, l’uomo di sentirsi padrone del corpo e della mente della sua amante.

Bernini non sarà mai padrone di Costanza, e non potendolo accettare compirà uno degli atti più vili ed infami che l’uomo possa compiere.

La protagonista però non è una donna che si arrende agli eventi. Non vuole essere una spettatrice della vita: vuole nutrire la sua anima e coltivare le sue ambizioni.

Quello che potrebbe rappresentare la fine per molte donne, diventa una grande opportunità per ricominciare.

Un matrimonio tranquillo e dei figli non le bastano. Vuole essere completamente padrona del suo destino e signora di ogni evento che le attraversa il cammino della vita.

E il suo esempio sarà il faro di speranza per tante donne che lotteranno dopo di lei nei secoli a venire.

Un racconto toccante, intenso e profondo. Una guerra che molti ritenevano persa in partenza e vinta contro ogni possibile previsione, 300 anni fa.

Quando alle donne non era nemmeno consentito parlare liberamente o esprimere una qualsiasi opinione senza il vaglio di marito o padre.

Costanza è una storia che non va dimenticata perché ha poggiato le basi su cui ora lottano molte donne.

Anche se la strada è ancora tanto lunga e come, il pavimento dell’inferno dantesco, lastricata di buoni propositi che puntualmente vengono calpestati.

Costanza era arrivata nel mondo pensando di essere una persona sbagliata e non importante, le era mancato un accudimento vero e proprio, l’abbraccio materno e l’essere femmina non l’aveva certo aiutata.
Ma questo lei non lo aveva saputo accettare.

Costanza Bonarelli Piccolomini.

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