Patience

“Perché io ho bisogno di tempo
il mio cuore è insensibile,
non sento niente così,
mentre sto ancora guarendo
prova ad avere solo un po’ di pazienza
voglio veramente ricominciare
so che vuoi essere la mia salvezza
l’unica su cui potrò sempre contare
proverò a essere forte, credimi
sto provando ad andare avanti.
è complicato ma cerca di capirmi
perché io ho bisogno di tempo
così, mentre sto ancora guarendo,
prova ad avere solo un po’ di pazienza
abbi solo un po’ di pazienza

Patience, Thake That

La nostra storia inizia con una disperazione sorda e pesante.

Patrick è ubriaco perso quando viene “recuperato” dal suo fidato amico Tom. L’uomo versa in uno stato pietoso ed è disperato. Nell’alcool cerca un palliativo: annientato nell’anima e devastato nel cuore. Si capisce subito, dai primi capitoli, che qualcosa di drammatico è accaduto all’uomo. Accadimenti che ne hanno segnato in modo indelebile l’esistenza.

Il rapporto tra i due uomini è caratterizzato da una profonda stima e fiducia reciproca.

Nonostante le premure del suo amico, l’uomo non riesce a darsi pace per quella che sembra essere una perdita senza ritorno e una condizione irrimediabile. La scena iniziale è come una fitta nebbia di disperazione in cui il protagonista affoga e da cui Tom cerca di salvarlo in ogni modo. L’alcool diventa suo compagno insidioso e anestetico dannoso.

Si scopre che Patrick è stato vittima di un drammatico incidente stradale ed è ridotto sulla sedia a rotelle. Una condizione difficile, in cui non riesce a vedersi e soprattutto ad accettarsi. Soprattutto perché lo costringe a non poter fare ciò che ama e a pensare a cosa gli è accaduto.

In questa situazione lui è si è completamente abbandonato, quasi rassegnato a non poter più camminare o ad avere una vita normale.

In che razza di fallito mi sono trasformato?

Sullo sfondo, prepotenti, affiorano i ricordi: il lavoro in polizia e un amore.

Una donna bellissima, dolce e con cui è palpabile, fin dai primi frammenti di memoria, l’intesa sentimentale e la complicità. Darleen, conosciuta in un locale: ragazza premurosa e gentile. Grande amore di Patrick e sua compagna di tanti momenti felici.

Tutto abbandonato ora ad una mera desertificazione dell’anima, profonda e tagliente come una ferita.

L’arrivo della fisioterapista, Ann Moran, sembra aprire un sottile spiraglio nella vita dell’ uomo. La professionista è una ragazza vivace, allegra e intelligente, fermamente convinta che con il giusto impegno si possano risolvere moltissime difficoltà apparentemente insormontabili.

Il primo approccio non è dei migliori.

La donna si chiede cosa sia mai successo al suo paziente: uomo scontroso, riservato e arrabbiato con il mondo intorno a lui. Soprattutto perchè il suo paziente non vuole dedicarsi alle attività riabilitative.

L’uomo è immune anche alle più premurose manifestazioni di affetto del suo amico Tom (che si scopre essere un suo collega) e delle vicine di casa. Dalla cartella clinica scopre che è stato vittima di un investimento in auto e non si sta dedicando come dovrebbe alla sua riabilitazione.

Grazie all’amore che circonda il protagonista e grazie a suoi ricordi si scopre che il suo amore è venuto a mancare e l’incidente è successo a seguito della sua morte, mentre era ubriaco perso. Darleen è stata uccisa da una brutta malattia, improvvisa e fulminante.

Apparentemente come una normale febbre o una piccola influenza, si rivela essere un male incurabile che distrugge il corpo in poco tempo.

Anne farà il possibile per mantenere nel suo paziente un ricordo vivo ma costruttivo. Dovrà farcela nel nome dell’amore che provava per la sua compagna.

«No, ti sbagli, lei c’è ancora. È nella forza che metti quando
alzi la gamba, nella determinazione che impieghi a sollevare la
schiena da terra, nella routine quotidiana che ti porta ad alzarti
dal letto. Lei è qui, adesso, Patrick, nella rabbia che consumi
nello stringere queste stampelle. Lei c’è.»

Con tanta premura e dedizione Ann inizia ad instaurare un rapporto di fiducia con Patrick. Inizia ad accudirlo e a stimolarlo con esercizi e calma. Vuole trovare un possibile canale di comunicazione con il paziente. Percepisce che egli sia una brava persona e inizia a provare qualcosa per lui.

E’ un uomo affascinante, con piglio deciso ma dolce e profondamente distrutto dalla sua perdita. Riusciranno persino a recarsi al cimitero dove la donna è sepolta per farle visita.

Occasione di sfogo per il poliziotto che si lascerà andare ad un pianto a dirotto.

Tra i due inizia ad instaurarsi qualcosa di forte e intenso.

Darleene, mi manchi. Sono vuoto senza di te. Vuoto, spento,
inutile.

Con molta fatica Patrick inizierà a guardarsi dentro: la sua salvezza dipende solo da lui.

Un percorso assolutamente non facile ma che restituirà una dignità persa da troppo tempo. Consapevole che, nonostante il dolore, può sempre esserci una via d’uscita.

Un’opera che è ode alla rinascita. Nel nome dell’amore che oltrepassa ogni confine mortale e nella fiducia tra esseri umani. Patrick è circondato da persone che gli vogliono bene e si preoccupano per lui: questo gli permetterà di non combattere mai da solo.

Serena Brucculeri ha una penna dolce, introspettiva e dipinge tutte le sfaccettature più intrinseche dell’animo dei suoi personaggi.

Regalandoci ritratti veritieri, precisi e raffinati.

Ma soprattutto regalandoci un insegnamento importantissimo: che l’amore in tutte le sue forme,che sia amicizia o sentimento,può scavalcare ogni confine.

Anche oltrepassare la morte.

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