Una leggenda tutta italiana.

In Italia è una delle storie più conosciute e affascinanti: sospesa tra verità e folklore. Una narrazione che, se fosse vera, sarebbe scaturita da una tragedia senza senso né spiegazione. Vittima dell’ignoranza e dell’ingiustificato stigma sociale.

Oggi racconto di Guendalina o Adelina Malatesta, meglio conosciuta come Azzurrina, figlia di Uguccione Malatesta, signore del feudo di Montebello di Torriana, in Emilia Romagna.

La bambina non ebbe fortuna fin dai primi anni di vita: infatti nacque albina, una condizione che la rendeva facile bersaglio di superstizione e violenza popolare.

Avere una pelle bianca e i capelli bianchi era sinonimo di presenza del maligno. Una condanna che ai giorni nostri appare ingiustificata, ma che nel 1370, anno di nascita della piccola, era quasi una sentenza di morte.

Una vita nascosta e protetta, grazie al potere e all’amore del padre. Una gabbia dorata in cui il padre e la madre speravano di custodire la loro creatura.

Ma, il fato sa scoperchiare ogni botola.

Il padre la faceva costantemente scortare da due guardie mentre la madre le tingeva i capelli di nero per evitare fosse visibile il colore bianco.

Tuttavia questa premura non poté molto. I pigmenti erano naturali e volatili, pertanto la capigliatura mantenne sempre un colore azzurro. La piccola, dai ritratti pervenuti negli anni, è sempre rappresentata come una piccola fata turchina.

Da qui il nome di Azzurrina.

In un giorno di pioggia però la bambina scomparve misteriosamente, ad appena 5 anni di vita. Le guardie non la trovarono più. Era il 21 Giugno 1375. Il giorno in cui il Sole raggiunge il suo punto di declinazione massima.

La bambina si era allontanata per raccogliere una palla di stracci nella ghiacciaia e da lì era sparita. Episodio inspiegabile e senza alcuna logica. L’ambiente era sempre vigilato e la ghiacciaia, per quanto profonda, era munita di scale e luogo chiuso. Impossibile una fuga o un rapimento.

Con un urlo di terrore Azzurrina sparì per sempre.

A nulla valsero le torture ai guardiani, le indagini e le preghiere dei genitori.

La bambina era sparita. Nessuno ebbe mai nemmeno l’abbraccio di un corpo senza vita.

Vittima di qualche sortilegio, secondo la becera diceria popolare, o più semplice caduta vittima di un incidente domestico e occultata dalle persone presenti.

Ma la vita di Guendalina Malatesta non finì quel giorno.

Essa continuò nei racconti della popolazione del luogo per finire col diventare una vera e propria leggenda italiana, nota in tutto il mondo. Ancora oggi, il castello è meta di turismo di massa e di curiosità. Oggetto di libri, documentari e studi da parte di esperti di storia, letteratura e paranormale.

Ma è veramente successo quanto narrato?

È mai esistita una Guendalina o Adelina Malatesta?

Ci sono racconti così coinvolgenti che è impossibile non crederci.

Purtroppo, su questa vicenda, non vi sono dati storici, o se mai ci fossero stati, non ci sono pervenuti.

La storia di questa bambina dai meravigliosi occhi blu e dai capelli turchini non fece mai pervenire prova tangibile della sua esistenza, né mai ci furono atti riguardanti la sua nascita.

Solo le voci e i racconti che attraversano le strade da più di seicento anni.

E i tanti, presunti o accertati, avvistamenti. Già perché Azzurrina non vive solo nella memoria: essa sarebbe uno spirito che si manifesta con pianti e lamentele durante il solstizio d’estate. Documentari ne hanno evidenziato la presenza e i movimenti, mantenendo vivo l’interesse e la curiosità.

Qualche foto ne testimonia la presenza.

Studi, ricerche e suggestione. Questa tradizione racchiude tutti questi elementi. Una miscellanea di elementi che invita ognuno di noi a voler scoprire sempre di più, quasi come se diventasse una parte di noi.

Guendalina Malatesta è divenuto un personaggio vivo ed eterno nella memoria italiana.

Che sia esistita o meno poco conta.

Lei, dal suo castello, non se n’è mai voluta andare.

E nel suo fantasma viviamo un ricordo. L’ esistenza di una bambina che è vissuta nell’ ombra senza colpa, prigioniera di un mondo ostile e ignorante.

Forse è questo il messaggio di Azzurrina.

Ciò che era nascosto in vita, è diventato eterno con la morte.

E quei meravigliosi capelli azzurri, che nascondevano l’onta, sono diventati il suo emblema.

Rivincita silenziosa in un mondo di ignoranza.

Vissuta come prigioniera, ora spirito libero e venerato del suo castello.

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