La Barca di San Pietro

Giugno è un mese ricco di tradizioni ed usanze, e sicuramente la barca di San Pietro è la degna conclusione di un mese che dà inizio all’estate. Una tradizione di cui non si conosce con esattezza la data della sua creazione, ma possiamo ipotizzare sia antica e custodita gelosamente.

Tramandata di varie generazioni e diffusa praticamente in tutta Italia, soprattutto negli ultimi decenni grazie al tam tam social che, in questo caso, è stato sicuramente un prezioso ed importante mezzo.

La Barca di San Pietro “nasce” di notte e precisamente tra il il 28 e il 29 giugno.

Una notte che cade ad una settimana esatta dal solstizio d’estate. Una periodo molto interessante e suggestivo sotto molti aspetti: da quello esoterico a quello naturale.

Non a caso, le tradizioni di questo periodo tendono a propiziare raccolti, nuove nascite ed eventi favorevoli.

La tradizione vuole che , in questa notte, si prenda una caraffa o un barattolo e che si versi dell’acqua al suo interno. Qualche dettame locale vuole che sia usata acqua corrente o, se disponibile, quella dei fontanili vicini.

Al suo interno deve essere fatto scivolare un albume d’uomo che si posizionerà sul fondo della brocca. A differenza della bacinella di San Giovanni (trovate l’articolo qui L’acqua di San Giovanni: la tradizione che vive nei secoli) questa azione può essere svolta da qualsiasi membro della famiglia. Solitamente viene fatto fare ai più piccoli per diletto e mantenere viva l’attesa di come sarà il finale.

Infine, si lascia il barattolo sul balcone, sul davanzale o sul prato in giardino per tutta la notte così da assorbire appieno la rugiada. Possibilmente sotto la luce lunare in modo da catturare la sua energia.

L’albume tende a cristallizzarsi e conferisce all’acqua una forma che ricorda una barca o un veliero. Spesso assume anche forme suggestive e che ricordano vagamente delle piccole catene montuose.

Secondo la leggenda, questo accade perché, durante la notte, San Pietro, il quale era un pescatore, viene a soffiare nella caraffa. Un modo per far sentire la sua presenza ai fedeli e dare un augurio sincero e profondamente sentito.

Un santo caro alla tradizione perché caratterizzato da contraddizioni e debolezze ma poi risoluto nel martirio. Tradì il suo maestro ma poi fu martire della fede. Consapevole dei suoi peccati, non volle essere crocefisso come Gesù ma a testa in giù. Un profeta dal volto umano, che ha reso straordinaria la sua vita nel segno della fede ma anche della giustizia.

Bellissimo l’episodio a lui legato in cui, sulla via lontano da Roma venne chiamato dal signore e tornò a Roma, consapevole della morte certa.

Risoluto, burbero e pragmatico nei suoi comportamenti, ma sempre dalla parte degli oppressi. Mi piace pensare che la sua figura fu scelta dal profeta per il carisma e la grande umanità.

Primo papa della Chiesa Cattolica.

La tradizione contadina, interpreta le diverse forme del veliero: se le vele si mostravano aperte, allora ci sarebbe stato un buono raccolto, in caso contrario, invece, si parlava di cattivo auspicio.

Sentenze su cui si basavano le speranze di molte persone. I raccolti determinavano la vita e il benessere di intere famiglie.

Compiere un rituale simile significava riporre la speranza di un avvenire migliore in piccoli gesti sentiti che venivano eseguiti nel calore della propria casa, come un momento di dolcezza e condivisione.

Devozione, fede e tradizione che creano una coesione perfetta nel segno dell’attesa di un domani migliore.

Forse è anche per questo che è così tanto sentita questa ricorrenza; per fede e per sentirsi più vicini ad un uomo tanto umano quanto straordinario.

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