
“Corrado, figlio del conte Berengario, detto da Castiglione”
primo documento che cita la citta’ di castiglione
Castiglione vede la sua nascita “letteraria” nel 1028, in documento, ma le sue origini sono antichissime e leggendarie. Si narra che la città sorse a seguito dell’insediamento di un accampamento del generale romano Sticone.
In questo libro, opera letteraria che fotografica, Antonio Simonetto ripercorre le tappe della storia della” Isola di Toscana in Lombardia” attraverso le straordinarie immagini del fotografo Franco Canziani.
Castiglionesi alla scoperta delle radici del loro paese: un viaggio approfondito e avventuroso, ripercorso con cura e precisione ma senza eccedere in note storiche eccessivamente tecniche. Se vogliamo, un racconto.

Il primo a dare una descrizione del borgo fu Arnolfo, un cronista dell’epoca abbastanza quotato, che narrò della città nel famoso testo “Il Fuoco di Castiglione”.
Correva l’anno 1068, quando Guido da Velate, arcivescovo di Milano, scelse come suo successore Goffredo da Castiglione. Tale decisione non venne accolta con gioia dai milanesi che manifestarono una forte contrarietà alla nomina.
Così venne presa d’assalto la rocca di Castiglione per opera dei cittadini meneghini, capitanati da Erlembaldo Cotta. Il destino vuole che il 19 Marzo del 1071 scoppiò un violentissimo incendio a Milano e molti soldati dovettero desistere nell’impresa per tornare a dare supporto in un momento delicato. Cotta continuò l’assedio ma rinunciò poco dopo.

Un ennesimo tentativo di assalto da parte dei milanesi alla rocca si attesta nel 1161, quando Castiglione e i soldati del Contado del Seprio decisero di allearsi con l’imperatore Federico Barbarossa.
Diverse furono le vicende belliche legate al comune che lo videro protagonista di guerre intestine al ducato di Milano. A seguito della sconfitta dei loro potenti alleati Torriani, la famiglia Castiglioni si alleò con i Visconti.
Destino volle che, quello che sembrava l’inizio del declino divenne, invece un’epoca fiorente e irripetibile.
Il 4 Febbraio 1350, dal conte Maffiolo Castiglioni e Lucrezia Porro nacque Branda.
Uno dei nomi che riecheggerà in eterno nella memoria del borgo.

Figlio primogenito decise di votarsi alla vita religiosa compiendo i primi studi a Milano, si specializzò all’università di Pavia e si distinse in tutta Europa per la grande intelligenza, cultura e amore per le arti.
Fu vescovo di Piacenza e legato pontificio in Ungheria e, dove strinse amicizia profonda con Sigismondo di Lussemburgo, re dei romani ed imperatore d’Ungheria.
Dopo la nomina a cardinale decise di tornare nel suo amato paese e nel 1421 annunciò ai paesani la sua ricostruzione.
La famiglia Castiglioni era onorata e rispettata all’interno del comune e del Seprio, il suo stemma divenne segno di pregio, onorabilità e meritevole di stima.
Esso si componeva di un leone che sorreggeva un castello, durante la vita del cardinale vennero aggiunte nappe e cappello cardinalizio.
Il motto araldico prendeva spunto da un versetto del profeta Geremia.
Dice il Signore,
geremia
fermatevi sulle strade, guardate,
informatevi dei sentieri antichi,
quale sia la via buona
e incamminatevi per essa
e troverete refrigerio per le vostre anime.

Grazie al Cardinale, Castiglione iniziò il suo periodo di magnificenza e splendore.
Il 25 Aprile del 1425 conobbe Masolino da Panicale, di cui Branda divenne mecenate.
Tutta la vita di questo straordinario personaggio fu piena di interessi, opere di bene e grande carisma fino alla morte, sopraggiunta ad un età straordinaria per quelli anni, a 93 anni nel 1443. Il suo desiderio era di vedere la terra natale florida e prosperosa, dopo tante sofferenze, carestie e pestilenze. Si tramanda che egli fosse uomo amante dell’arte ma estremamente semplice e di buon cuore.
Come una sorta di viaggio nel tempo, l’autore inizia con il raccontare, oltre alla vita del protagonista e maggior benefattore della città, le vicende legate ai monumenti più noti.
- La Collegiata

La Chiesa costruita nel castello di Castiglione, ducato di Milano, pieve di Castelseprio è consacrata in onore della Beatissima Vergine Maria e dei santi martiri Stefano e Lorenzo.
Documento relativo al rito solenne della consacrazione
La struttura religiosa fu autorizzata da Papa Martino V, progettata e costruita a cavallo degli anni 1422 e 1425. Complesso poderoso e imponente, visibile dalla valle dell’Olona a tanti viandanti che la attraversavano.
Presenta uno stile gotico lombardo, una facciata a capanna e una suddivisione interna in tre navate. Contraddistinta da meravigliosi mattoni a vista, al cui centro spicca un rosone.
L’autore ne descrive in modo approfondito i particolari, con grande enfasi e trasporto. Fin nel minimo dettaglio: quasi a voler permettere al lettore un’immersione totale nella meraviglia. Ogni piccolo angolo rappresenta un pezzo di storia e devozione.
Le foto, poi, sono il perfetto collante tra immaginazione e lettura. Trasportati da un meraviglia infinita che mozza il fiato.




Nell’edificio religioso riposa lo stesso Cardinale, custodito in un sarcofago e riposto in una bara di legno di noce. Alla sua riesumazione, durante l’anno 1935, si notò una sepoltura molto semplice priva di qualsiasi orpello prezioso o religioso, ad eccezione di una piccola croce d’osso
- Il Battistero
La scelta del Battistero, collocato a ridosso della Chiesa, venne indirizzata verso un edificio attiguo e già consacrato. Una struttura semplice, di pianta quadrata e di modeste condizioni. Branda Castiglioni decise di farla affrescare da Masolino da Panicale con l’intento di rappresentare le vicende legate a San Giovanni Battista.
Il risultato fu bello oltre ogni immaginazione: aiutato con molta probabilità dal Vecchietta, rese la sua opera non solo una meraviglia artistica, ma, seguendo l’intento del suo Mecenate, ma una profonda opera di evangelizzazione comprensibile alla popolazione per la maggior parte analfabeta.
Entrare in un luogo tanto raccolto è una scoperta nella fede e nella tradizione che vedeva nel cugino di Gesù uno dei primi martiri della fede cristiana.

L’opera poi analizza altri monumenti come La Chiesa in Villa, Il Palazzo Branda e i tanti altri monumenti che rendono unica e straordinaria la cittadina.
Un volume straordinario, colmo di memorie storiche, aneddoti, vicende storiche e curiosità legate ad un territorio noto in tutta Italia e non solo. Preziosa guida non solo per chi si reca in visita alla collegiata, ma anche per chi vuole scoprire la genesi di uno dei comuni più suggestivi del varesotto.
Volume da conoscere, apprezzare e ammirare.

L’Isola di Toscana in Lombardia: Castiglione Olona
Gabriele D’Annunzio

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