
Il 10 luglio ad Angera ha debuttato TE nel deserto, o guerra o pace o …
Un’opera che non vuole solo essere una pièce teatrale ma soprattutto portavoce di un significato profondo e importante. Parole e atti teatrali a sostegno dei progetti per l’infanzia di Ashtar Theatre di Ramallah.

L’ evento è stato ospitato dalla Compagnia Roggero nella splendida cornice del Parco per l’Arte, durante la Rassegna teatrale Trasformazioni.
Il progetto nasce dalla sinergia e stretta collaborazione tra Emanuela Bessega, di professione architetto, Elis Ferracini, burattinaio, attore e regista, e il suo gruppo teatrale verso fine 2023.

Tutti assieme hanno prontamente condiviso l’idea di lanciare messaggi contro la guerra e i massacri, che infieriscono sulla Palestina, sui civili, soprattutto tra i più fragili, e di camminare lungo i sentieri che conducono alla solidarietà e alla pace in tutto il mondo.

Per dare concretezza a questo supporto, sono stati presi contatti con Ashtar Theatre, la compagnia di Ramallah, raccogliendo contributi per finanziare il loro lavoro nelle scuole con i bambini traumatizzati dalla guerra.
Siamo artisti di arti plastiche, visive, grafico pittoriche e teatranti appassionati, partiti da un pensiero
Elena morandi fontana, una delle attrici
divergente rispetto all’atteggiamento diffuso di rassegnazione.
Abbiamo provato a dar forma e veicolare le parole di Vittorio Arrigoni ‘restiamo umani’, cercando di dare un contributo, per quanto ci è possibile”.
O GUERRA O PACE O … è stata la domanda fatta agli artisti, che hanno prestato a noi monologhisti le loro opere, e da cui abbiamo tratto ispirazione per riempire quei puntini sospensivi, farci domande e
immaginare un altro mondo, creare un ponte.
Diceva così del teatro Grotowski: ‘tra me e te, in questo
deserto contemporaneo, guardarci negli occhi, riconoscersi, condividere’.”

Nel Parco per l’Arte di Angera il pubblico ha visto un inizio corale dell’atto teatrale, seguito da monologhi sincronici, per poi concludere con una chiusura tutti insieme.
Il tutto realizzato mediante installazioni, opere di artisti, una performance di danza e alcuni testi scritti a più mani. Due monologhi hanno riguardato direttamente la situazione palestinese (uno di questi è tratto dai Monologhi di Gaza della compagnia Ashtar Theatre). A partire da questi contenuti, si sono inseriti i temi degli altri interventi connessi, sia in grande e in piccola forma, alla ricerca del diritto a una vita dignitosa, all’infanzia, alla libertà, al bene comune. Chi ha assistito e chi era presente in scena hanno condiviso questa occasione sentita, carica di emozioni, con momenti di intensa commozione e nodo alla gola, e momenti più leggeri.


Al termine il rito del tè è stato curato dell’Associazione Pace e Convivenza di Sesto Calende, che con grazia, sorrisi ed efficiente organizzazione, ha offerto a tutti i presenti il tè alla menta, arricchito da altri aromi, e apprezzatissimi dolci ai datteri e alle mandorle.
Emanuela Bessega e Elis Ferracini
“Dell’ambito artistico abbiamo scelto – sottolineano Emanuela ed Elis – di mantenere vivo l’aspetto creativo dell’arte, di modularlo, nonostante la difficoltà del tema, come guida, e di partire dalle relazioni: il dialogo
con gli artisti e le loro opere ispiratrici, la discussione sui temi delle attrici/attori monologhisti, il contatto con la compagnia teatrale Ashtar, il confronto continuo. Un lavoro di diversi mesi, costruito in itinere, per
ricondursi alla fine a un disegno unico, organico, grazie all’affiatamento del gruppo.”

Gli artisti interventi sono stati Silvio Boselli, Francesco Campanoni, Luis Fop, Isabel Lima, Gabriella Roggero, Giacomo Toselli.
Sono presenti inoltre interpreti , non professionisti, ma quasi tutti con esperienze in campo teatrale, hanno svolto questo lavoro a titolo completamente volontario (autotassandosi): Edoardo Banfi, Elena Morandi, Emanuela Bessega, Emma Ferracini, Isabella Dall’Omo, Laura Zenoniani, Lucia Marangoni, Monica Pinnari, Sara Paganini, Sonia Florita.


Collaboratori preziosi: Emanuela Bessega, Augusto Barbieri e Luis Fop.
Elis Ferracini, attivo nell’ambito teatrale fin da bambino assieme al padre Rimes burattinaio, diplomato in drammaturgia ed educatore professionale , durante la sua carriera ha collaborato con Compagnie di rilievo nell’ambito del teatro ragazzi, con Università e ambiti sociosanitari.
Attualmente collabora anche con Istituti scolastici ed enti del terzo settore. E’ direttore artistico di diversi eventi, spettacoli, festival.

Emanuela Bessega, architetto con indirizzo restauro e una tesi sul Monastero di S.M. Assunta a Cairate, possiede anche una qualifica di tecnico in bioarchitettura e diverse esperienze di progettazione partecipata, collaborazioni, corsi di carattere vario.
Attualmente è docente di Arte e Immagine presso la Scuola secondaria di primo grado.
ASHTAR Theatre. La compagnia teatrale di Ramallah-Palestine è un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1991 a Gerusalemme, impegnata a offrire una prima formazione teatrale per i giovani in Palestina. E’ stata fondata dall’attrice Iman Aoun e dall’ attore Edward Muallem: due affermati artisti palestinesi, che hanno lavorato a teatro dal 1977. Attualmente struttura interventi di carattere psico- sociale diretti alle scuole, per aiutare bambini e ragazzi ad affrontare gli effetti traumatici della guerra.

Il Servizio fotografico e le foto pubblicate sono curate e di proprietà © Augusto Barbieri Fotografia
“Israeliani e palestinesi non hanno bisogno di erigere un muro che li separi: hanno bisogno di abbattere il muro che li divide.”
david grossman

Simili occasioni ci ricordano quanto sia fondamentale l’arte per veicolare messaggi positivi.
In questo caso, l’intento è quello di urlare al mondo quanto sia ingiusta e difficile la situazione in medio oriente. Osservare per riflettere su una realtà a verso cui non possiamo rimanere indifferenti.
Perché a furia di girarsi dall’altra parte, non rimarrà più nessun angolo in cui nascondersi.
A noi sta dunque decidere di essere pallidi ignavi o partecipi oppositori.
Ricordandoci però che ogni morto è una vita sottratta al futuro di cui la nostra indifferenza è colpevole esattamente quanto le armi che l’hanno uccisa.
E l’indifferenza uccide molto prima delle armi.
“Il Medio Oriente non ha bisogno di guerra ma di pace, di una pace costruita sulla giustizia, sul dialogo e sul coraggio della fraternità”
papa francesco
