
Nella zona di Castelseprio sorgono alcune rovine di un antico castrum, sviluppatosi nel V secolo d.C. sopra fortificazioni militari preesistenti originarie del secolo precedente.

Questo tipo di “sovra costruzione” era frequente in queste zone: basti pensare che lo stesso Monastero di Torba, avamposto a fondovalle fu costruito su alcune fortificazioni romane precedenti. Una sorta, se vogliamo, di riutilizzo funzionale che ha permesso a molti monumenti di sopravvivere all’incuria e ai tanti accadimenti nei secoli.


Questo sito archeologico straordinario, in costante e continua operosità come un cantiere a cielo aperto, è colmo di storia e di epoche si susseguono e si avvicendano in una simbiosi che permette di studiare e di conoscere un borgo che, nel tempo, è trasformato ed evoluto.

Lo stesso territorio è anche conosciuto come Contado o Comitato: ora fermo nella sua eternità, ma un tempo fulcro attivo di vita, commercio e cultura.

Il parco è stato istituito negli anni 1950 in conseguenza alla riscoperta del sito da parte di Gian Piero Bognetti. È stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 26 giugno 2011 come parte del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere.

I primi insediamenti risalgono alla Protostoria e, attraverso alcune testimonianze scritte, si parla di un centro abitato già dall’inizio del VII secolo. Il popolo insubre vi collocò una necropoli, ed è possibile notare come l’influenza cristiana prese piede dal V secolo.

Infatti sono visibili e sovrastanti, le rovine della imponente chiesa di San Giovanni, le cui origini si perdono nell’età goto-teodoriciana. E’ possibile ipotizzare che la sua costruzione quasi contemporanea della Chiesa di Santa Maria foris portas, sopravvissuta pressoché intatta ai secoli.

La grande basilica, a pianta rettangolare, era suddivisa in tre grandi navate, successivamente venne arricchita da un’abside centrale e in seguito da un’absidiola.


La parte centrale, si componeva di un castello strategico, già presente in età tardo-romana, forse per un breve periodo in mani ai Bizantini, poi abitato da Goti e Longobardi.

Quest’ultima presenza è documentata ampiamente. Castelseprio si trova al confine di alcuni territori, una zona molto ampia tra il Ticino, il Verbano e il Monte Ceneri fino a Bellinzona e alla Val d’Intelvi.


Dall’inizio del secolo XI si aprì una stagione di lotte tra i nobili del Seprio e la crescente egemonia milanese, la quale portò da una situazione incerta e precaria. Il Contado fu coinvolto nelle lotte tra il temibile Barbarossa e i Comuni della Lega Lombarda.

Purtroppo il borgo, nonostante la sua posizione strategica, non riuscì mai a raggiungere l’importanza ecclesiastica delle vicine Milano, Como e Novara, in quanto non era sede episcopale: la sua fase massima di importanza militare fu raggiunta solo nel XII secolo.


Nella seconda metà dello stesso secolo Castelseprio fu scenario di battaglia tra i Visconti e i Torriani per il controllo della città meneghina: questo scontro fu purtroppo determinante nel sancire la sua fine e distruzione. La data che la memoria tramanda come la data di morte del Castrum è fissata nel marzo del 1287: quando ebbe luogo ultimo assedio eseguito dall’esercito visconteo.

Una carneficina e una ondata di devastazione mise la parola fine ad una città che aveva resisto nei secoli, ma nulla aveva potuto contro il potere dell’esercito milanese.

Nonostante il decadimento del borgo di Castel Seprio, il suo ricordo e la sua fama non vennero meno: si racconta che lo stesso Bonaventura Castiglioni ne studiò la storia e la struttura modificata nei secoli. Infatti nella sua opera Gallorum Insubrium antiquae sedes è il primo a documentare una descrizione dei ruderi. A questo insediamento sono legate numerose leggende locali.


Nel percorso del parco sono visibili le cinta murarie, spesse quasi 2 m e sorrette da archi sostenuti da pilastri, che abbracciano interamente il pianalto, che si ipotizza abbiano avuto una lunghezza di circa 900 metri ,e ingloba cinque torri alle quali se ne devono aggiungere altre tre isolate all’interno del perimetro.

Le costruzioni presenti sul pianoro sono perlopiù di carattere militare (ponte e torrione d’ingresso, mura di cinta turrite, torri difensive e una casaforte), civile (case di abitazione, pozzi, cisterne) e religioso.

Sono stati ritrovati alcuni edifici civili . Tra tutti, almeno uno fu definitivamente abbandonato nel XVI secolo, quindi successivamente all’arresto della vita civile di Castel Seprio: forse era in uso al personale ecclesiastico. Si ha notizia, infatti, che la Chiesa di San Giovanni era attiva sino alla seconda metà del 500.

Girando attorno al luogo di culto si trovano i resti di una grande cisterna, di un ambiente ristretto (con molta probabilità una sacrestia), il basamento di una torre campanaria e una zona cimiteriale, di cui si conservano solo un paio di lastre tombali longobarde.
Tuttora presente e suggestiva, una lapide con incisa una spada. Probabilmente vi era sepolto un personaggio illustre e noto per le sue gesta in battaglia.

Il battistero è un edificio a pianta ottagonale che in origine aveva una piccola abside. Al suo interno si conservano due vasche battesimali, databile al V secolo.

La bellezza di questo sito è legata al fatto che è in continua scoperta ed evoluzione esattamente come nella sua struttura passata. Costruito su basi romane, evoluto grazie ai longobardi.

Prezioso ricordo delle origini di un borgo che fece la storia e di cui ancora oggi, il mondo ne ricorda il potere.

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