
Brescello non è stato, in epoca moderna, solo un vivace set cinematografico ed una cittadina agricola: le sue origini risalgono a molto lontano.
Come la storia romana insegna, la terra emiliana fu un territorio estremamente importante e strategico per la sua conformazione fisica, la posizione a ridosso di un fiume navigabile e lungo come il Po, e la relativa vicinanza a cittadine importanti come Milano.
Grazie agli scavi, molte testimonianze delle epoche passate si possono trovare presso il Museo Archeologico “Albino Umiltà“. I primi ritrovamenti avvennero alla fine del XIX secolo.


La città di Brescello, nata Brexellum, venne fondata nel IV secolo a. c dalla civiltà dei Galli cenomani e, abbastanza rapidamente, acquisì una posizione di primo ordine. Centro florido di commercio, agricoltura e cultura.
Controllava infatti traffici lungo l’asse fluviale del Po tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C.
Nel museo sono raccolte preziose testimonianze della civiltà che fu.
La visita inizia con la ricostruzione di una piccola necropoli, sono presenti alcune steli funerarie e la riproduzione del celebre monumento ai concordi.

Una sala è raccoglie delle stupende ricostruzioni di mosaici tipici di una domus romana. Pavimenti con motivi geometrici e riccamente lavorati che rendevano le case romane prezioso esempio di arte e bellezza. Soprattutto quelle patrizie erano note per questo tipo di decorazioni, di cui sono pervenute alcuni reperti in diverse parti d’Italia.


Al primo piano del palazzo vi è invece collocata una seconda parte che illustra la storia dell’archeologia a Brescello, introducendo i visitatori ad una sorta di viaggio nel tempo. Dall’occupazione del territorio da parte dei romani, alle opere di bonifica e drenaggio, fino traffici e i commerci che caratterizzavano il paese, per poi finire con l’urbanistica e i modi dell’abitare.


Occasione per conoscere e apprezzare le origini del paese, fin dai suoi albori.
Le radici da cui è nato tutto: le fondamenta del piccolo mondo di un mondo piccolo.

“La storia dell’uomo non presenta altro che un passaggio continuo da un grado di civiltà ad un altro, poi all’eccesso di civiltà, e finalmente alla barbarie, e poi da capo.”
Giacomo Leopardi

