
Il cuore pulsante del mondo legato a Don Camillo e Peppone è il museo omonimo, inaugurato nel 1989 grazie al supporto di tanti volontari brescellesi. Un percorso totalmente immersivo nella storia del film e nei ricordi. La sua posizione in centro paese, a pochi metri dalla piazza centrale ne fa la cornice perfetta per conoscere e apprezzare appieno tutto il mondo legato ai personaggi di Guareschi.

Luogo magico e ricco di preziose e rare testimonianze, raccolte e donate negli anni. Da vedere e rivedere per non perdere nessun particolare dei tesori esposti. Il materiale proposto è veramente immenso e di inestimabile valore, sia in termini storici che culturali. Soprattutto i cimeli rappresentano anche testimonianza preziosa per la cinematografia.
Tutti gli strumenti presenti rendono perfettamente l’idea di come questo film fosse innovativo e assolutamente straordinario. La produzione e l’utilizzo di forza lavoro fu veramente imponente.

Collegato al museo Albino Umiltà, esso si compone di alcune stanze dove sono esposte fotografie, bozzetti e riproduzioni.
Lo stesso ufficio di Peppone viene fedelmente riprodotto in scala reale, attorniato da quelli che erano i suoi eroi e dove rimbomba, quasi come un’urlo di orgoglio, la sua fede rossa che tanto faceva arrabbiare Don Camillo.

Vi è anche il prezioso abito di Don Camillo, realmente utilizzato da Fernandel e circondato dai tanti simboli religiosi che lo hanno accompagnato. In un contesto perfettamente studiato e accattivante per chiunque voglia conoscere a fondo tutto il mondo legato ai due nemici/amici.



Alle pareti tantissime immagini di scena, locandine e foto. Pare di poter toccare con mano quei momenti e di vivere sul set. Quasi come fare un salto nel tempo.



Si aprono poi, nella grande sala, alcune locandine utilizzate dove è possibile ammirare paesaggi, personaggi e scene emblematiche. Immagini di molti anni fa, ma che rimangono impresse nel cuore di tutti gli italiani e non solo.





All’interno anche dei tesori preziosi: le motociclette e le biciclette di scena.
Piccolo aneddoto: le moto sono tutt’ora funzionanti ed utilizzate per alcune rievocazioni.



Inoltre sono disponibili alcuni opuscoli delle riviste Bertoldo e Candido, riviste satiriche e irriverenti come solo la vernacola emiliana sa essere. Quel piglio ironico che caratterizza anche lo stesso Peppone, pungente e pragmatico al tempo stesso.




Signore, Peppone è stato eletto, ah io mi ricordo del cero che vi portò, per esser bello era bello, ma se basta un cero di un chilo per farsi eleggere deputato, Stalin con uno di una tonnellata si faceva eleggere papa
Don Camillo e l’onorevole Peppone

Con quest’ultimo articolo si conclude il viaggio a Brescello, un percorso pieno di ricordi, curiosità e storia. Simbolo di un’Italia piena di sogni e speranza dopo la fine di una guerra tremenda a cui la cultura stessa italiana è profondamente legata. Non esiste italiano che non conosca le vicende di Don Camillo e Peppone. Esse sono parte della nostra storia, memoria viva ed eterna di un paese.
Storia in un racconto così tanto simile alla realtà di quelli anni.
«Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà con i nostri sogni, per non dimenticarci d’esser vivi.»
Giovannino Guareschi

