Voci dal coma

Ho capito che il denaro, la fama, il successo sono importanti.
Non ho mai creduto alla storiella di due cuori e una capanna.
Alle storielle che l’importante è la salute.
Sono cinico?
Non lo so…ma se hai denaro, se hai potere tutto si sistema.
Con il denaro, spesso (anche se non sempre) anche la
saluta ritorna…

Agamennone Tullio Ascanio

Un uomo di successo, manager di una azienda in piena espansione si racconta con profonda introspezione e profonda verità. Partendo dalla maturità, e quindi attraversando gli anni giovanili, fino alla maturità. Un percorso tutt’altro che scontato, ma mai banale.

Una storia che scorre come un fiume, i cui pensieri sono l’acqua che scroscia attraverso i piccoli anfratti della terra, accarezzando le rive e levigando le pietre dei fondali.

La sua è una famiglia di origini oneste e semplici, ma che sopravvive con dignità e insegnando il rispetto reciproco. Nessun problema importante all’orizzonte, se non una gran voglia di mordere il futuro e di conquistare benessere, successo e serenità.

Dopo la maturità, inizia il tradizionale viaggio giovanile ma la scelta si rivolge a Lampedusa assieme al fido amico Massimo. Le finanze dei due ragazzi sono abbastanza contingentate tuttavia la destinazione non toglie la magia alla vacanza e alle conseguenti riflessioni sul futuro.

Come dei fotogrammi fotografici si susseguono, a partire dal colloquio fino al lavoro attuale, le tante avventure della vita del protagonista.

Il suo è un nome altisonante: Agamennone Tullio Ascanio, quasi un condottiero di quelli che il mondo ricorda come indomiti e immortali. L’uomo porta orgoglioso questo nome tanto importante.

Una carriera sudata e conquistata con lavoro, sacrificio e dedizione, senza sconti con la forte (anche se fisicamente lontana) presenza del fido amico Massimo. Con lui si manterrà sempre un rapporto vivo, fraterno e profondamente leale.

Una sera, a casa di un fotografo suo collaboratore incontra Elisabetta: una donna dal fascino magnetico e dal fortissimo carisma.

Elisabetta non è niente male.
Alta anche lei. Capelli corti a maschietto.
Occhi celesti. Carnagione scura. Occhi ovalizzati.
Sembra avere origini arabe ma con un mix di europeo.
Rimango a bocca aperta. Meravigliato. Estasiato da tanta bellezza. È spiritosa. Affabile.Fa la ricercatrice all’Università e in effetti, ci avevo visto bene, ha origini mediorientali (da parte di nonna). Cominciamo a parlare.
Ci raccontiamo di tutto. Lucia da lontano ci osserva e ammicca orgogliosa. Il suo piano ha funzionato.

Con una seduzione sottile e raffinata, riesce a catturare l’attenzione dell’uomo, da sempre schivo, riservato e anche scapolo incallito. A lei si lega completamente, in una unione che non vuole solamente essere una profonda intesa sessuale. Agamennone sente, per la prima volta, il desiderio di famiglia. Prepotente e lancinante.

Mentre la vita scorre frenetica ma scandita da ritmi sempre uguali, un drammatico incidente colpisce il protagonista.

Inizia per lui una sorta di limbo, meglio conosciuto come coma. Paralisi del corpo ma non della mente, che ascolta e percepisce ogni movimento attorno a sé. Anche le tante parole ed esortazioni di amici, familiari e moglie. Tutti accorsi al suo capezzale per sostenerlo.

Ripensa ai tanti momenti con Elisabetta e quel drammatico ostacolo che li ha resi estranei in una relazione inizialmente complice e profondamente appassionato. Una metamorfosi che assumerà i contorni del dramma e della profonda delusione.

Tutto si risolverà in un ulteriore limbo, da cui solo il lettore potrà trarre le proprie conclusioni.

“E questo è tutto miei cari amici. Ora ditemi: che cazzo devo fare?”

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