La ragazza che sognava l’Africa

“Ma ricordati una cosa, l’Africa ti cambierà.
Nessuno torna da lì uguale a come è partito”

La vita non potrebbe essere migliore per Margherita, noto e apprezzato avvocato romano: un lavoro appagante e di successo e un matrimonio in piena preparazione con l’uomo che ama. Purtroppo, come spesso accade nel destino imprevedibile, la morte viene a bussare in una esistenza perfetta e felice.

Il fidanzato della protagonista muore in un tragico incidente stradale, facendo piombare la donna in un profondo stato di disperazione e tristezza. Da qui, la decisione di recarsi come volontaria in paese difficile e martoriato come l’Uganda: forse per lenire il dolore, forse per trovare una sorta di pace. Sicuramente Margherita cerca riparo da questo vortice che ha distrutto, in pochissimi istanti, ciò che era la sua quotidianità e la sua felicità.

Era pienamente consapevole della sua scelta, era certa che l’avrebbe aiutata a non pensare ai suoi problemi;
in più, la compagnia di quella piccola ma grande sorella le piaceva tantissimo.

La donna, infatti, è ospite presso una struttura religiosa che aiuta la popolazione del luogo, vittima non solo della povertà ma oppressa anche dalla drammatica piaga dei bambini soldato: ragazzi che vengono tolti brutalmente alle famiglie e prepotentemente addestrati a combattere dalle milizie ribelli ugandesi, subendo ogni sorta di sopruso e tortura.

L’ambiente che l’accoglie è semplice, essenziale, quasi spartano, ma ben strutturato ed organizzato grazie al supporto di preziose ed attente figure religiose. La dolce suor Anna, che fin da subito, comprende il dolore profondo della donna e cerca, con fede e dolcezza, di farla uscire dal dolore che la tiene ancorata ai ricordi e alla disperazione.

Don Marco, responsabile del luogo, è uomo deciso e pragmatico, che vede in Margherita una preziosa risorsa per riorganizzare l’ufficio e l’amministrazione. In poco tempo, la mette subito a lavorare in modo da ottimizzare il lavoro al meglio.

Nelle ore libere, la donna visita anche la capitale, Kampala,e ne rimane assolutamente affascinata. Il monumento ai caduti e la moschea catturano la sua attenzione: in un paese spesso considerato soltanto come in balia di guerre e carneficine, la protagonista si rende conto di come la storia dell’Uganda e delle sue tradizioni sia spesso passata in secondo piano e considerata come di serie B e senza importanza.

L’Africa sembra, in qualche modo, dare pace alla donna e i membri della struttura diventano per lei una famiglia a cui appoggiarsi.

Era felice di essere riuscita a confidare le sue pene a qualcuno e ancor di più di averlo fatto con una persona quasi sconosciuta e lontana dalla sua vita reale e quotidiana. Sì, perché si sentiva come se stesse vivendo in un sogno e presto dovesse riaffacciarsi alla dura realtà, una realtà a cui non voleva pensare, che forse non sentiva più sua….

Ed ecco, quasi come un piccolo spiraglio di luce, l’incontro con il carismatico ed affascinante dottor Giorgio Perego, impiegato per medici senza frontiere con cui inizia un rapporto dapprima di stima e fiducia reciproca per poi scaturire in qualcosa di più.

D’un tratto Margherita che, in un lampo di cieca disperazione, avrebbe voluto raggiungere il suo amato Edo con un atto estremo, si trova a fare i conti con sensazioni nuove, inaspettate e travolgenti. Come se la vita le avesse regalato una seconda opportunità per essere felice.

In uno scenario che potrebbe far pensare alla disperazione e alla povertà, come quello dell’Uganda, lei trova il vero conforto dell’anima e quel sollievo solo sognato.

Margherita si sentiva sopraffatta da mille contrastanti emozioni.
Edo…Giorgio…
Chiudendo gli occhi non riusciva a distinguere i due volti, ma Edo le appariva sempre più lontano.

Quando sembra essere tutto indirizzato sulla via della speranza, ecco un’altra prova da sostenere.

Cosa succederà?

Il destino quali carte metterà in conto?

Diciamo che l’Africa mi ha aiutata, ma Giorgio mi ha ridato la voglia di vivere e soprattutto mi ha fatto capire che la vita va combattuta ed affrontata

Stefania Chiappalupi racconta una storia dove i personaggi sono rappresentanti con vibrante trasporto e profonda introspezione. I loro pensieri sono come le onde: a volte placide, a volte prepotenti.

La vita è un mare imprevedibile e mai dal finale scontato.

Sta a chi è davvero attore del suo destino scriverlo in modo indelebile.

Se volete leggere altri libri dell’autrice trovate le recensioni qui sotto:

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