RISA E IL REGNO PERDUTO

Anche in Sicilia esiste una leggenda legata ad una città sommersa, forse meno conosciuta, ma non per questo non meno affascinante.

Nei pressi di Capo Peloro, tra i quartieri messinesi di Torre Faro e Ganzirri, è presente un piccolo lago, dove i pescatori del luogo dicono siano presenti alcune rovine.

Il nome deriverebbe dalla principessa che governava questa splendida città, ora perduta.

Probabilmente questa città apparteneva ad epoca preellenica, e rappresentava un importante crocevia di commerci e comunicazioni nonché un centro culturale di notevole rilevanza.

Secondo la tradizione popolare, un fortissimo sisma distrusse questa splendida realtà che si inabissò e venne ricoperta dall’acqua, dando vita al lago di Ganzirri come lo conoscono tutti i messinesi e la maggior parte degli italiani.

A detta dei pescatori della zona, durante alcune giornate, si potrebbero ascoltare le campane della chiesa di Risa che riposerebbero in fondo al lago da millenni.

Il nome stesso di capo Peloro suscita sicuramente un alone di mistero: basti pensare che deriva dal termine “mostruoso” o “gigantesco” e prende il nome dalla Ninfa Pelorias che risiedeva in questi luoghi magici.

Importante ricordare che in tutte le leggende è sempre presente un fondo di verità. Oltre ai tanti, suggestivi racconti, ci sono anche tracce storiche di un possibile insediamento in quella zona.

Si tratta delle Pietre di Messina. Due colonne istoriate provenienti da Eliopoli e trafugate in Sicilia per essere collocate in un tempio dedicato a Nettuno. Di questo edificio religioso non si hanno però tracce certe e molti hanno ipotizzato si trovi in fondo a quel grande specchio d’ acqua che, placido, si staglia affacciandosi sullo stretto.

Che sia vera o no, la bellezza dei miti sta nella fascinazione magnetica che ci spinge a volerne sapere di più. Anche attraverso le storie locali, una delle fonti più preziose da preservare.

Le leggende sono comunque eterne e belle nella loro immortalità, storia vera o meno.

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