Salvatore Quasimodo

Oggi racconto di uno dei più grandi poeti del novecento: Salvatore Quasimodo. Secondo premio Nobel della regione siciliana per la letteratura e rappresentante della poesia ermetica.

La sua infanzia si svolse tra Ragusa, Gela, Roccalumera e Messina, ebbe una formazione tipicamente tecnica e diversi impieghi nel settore meccanico ed edile. Tuttavia, era sempre prepotente e scalpitante la sua passione per la poesia e la letteratura.

Infatti, il poeta imparò da autodidatta il greco e il latino. Successivamente si trasferì a Firenze, dove conobbe lo scrittore Elio Vittorini che lo introdusse nel circolo letterario vicino alla rivista “Solaria”.

In questo periodo vennero pubblicate alcune importanti opere come Acque e terre (1930), cui seguono Oboe sommerso (1932); Erato e Apollion (1936); Ed è subito sera (1942).

Sempre pulsante l’amore per il paese natale: la Sicilia, definita dal poeta stesso come «paradiso perduto».

Ottiene il prestigioso incarico come redattore al quotidiano «Il Tempo», ma intanto intensifica l’attività di traduttore di poeti latini e greci. Durante la seconda guerra mondiale la sua poetica diventa più impegnata e si concentra sui drammi del conflitto con raccolte straordinarie: Giorno dopo giorno (1947) e La vita non è sogno (1949).

Nel 1959 ottiene il Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Napoli, improvvisamente, il 14 giugno 1968.

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