
A Messina vi è una chiesa veramente particolare e dal fascino quasi misterioso, chiamata “dei Catalani”. Costruita sugli antichi resti del tempio di Nettuno e secondo l’architettura dell’epoca, la sua origine risale al 1200. Durante la dominazione saracena fu persino convertita a moschea.
Negli anni settanta dello stesso periodo venne affidata ai padri Domenicani e ad una congregazione di mercanti catalani sotto il regno aragonese.

In questa epoca di splendore, venne restaurata ed elevata al prestigioso rango di Cappella Reale. Subì due importanti eventi sismici: nel 1783 e nel 1908. Quest’ultimo fu quello più devastante. Tutti gli ornamenti barocchi andarono distrutti.


Gli interni, semplici ma suggestivi, richiamano fedelmente alle influenze che hanno interessato l’edificio religioso. In particolare, nell’uso delle pietre, nel richiamo a diverse forme geometriche e nella presenza di archi di ispirazione orientale, visibili anche in diversi monumenti spagnoli come la grande moschea di Cordoba.




La particolarità di questa struttura sta nella sua posizione: a ben tre metri sotto il suolo attuale della città.
Resiliente alle tante calamità affrontate, perpetua memoria della devastazione di cui fu testimone Messina ma da cui seppe sempre risollevarsi.
Ricostruendo e recuperando macerie in modo sempre più straordinario.

