S. Maria Smeralda Eustochia

Una delle figure care ai messinesi è Eustochia Calafato, comunemente conosciuta come Santa Eustochia Maria Smeralda.

Fu una monaca appartenente all’ordine delle clarisse, proveniente da una delle famiglie più ricche della città. Nacque durante una pestilenza, precisamente nel 1434 e la sua stessa venuta a mondo non fu per nulla facile.

Si narra che la bimba venne partorita in una mangiatoia vicino il Villaggio della SS. Annunziata precisamente il 25 marzo. Crebbe come una fanciulla di straordinaria bellezza ma anche di profondo senso religioso, supportata dalla madre Mascalda Romano.

Contro il parere di padre e fratelli che la volevano sposata a signori di rango adeguato al loro lignaggio, la giovane decise di prendere i voti e si ritirò per dieci anni nel monastero di Basicò con il nome suor Eustochia.

Fin dagli inizi si distinse per la sua frugalità e carità verso i più bisognosi, al punto che ebbe un grandissimo seguito e molte donne divennero sue proseliti.

Non solo: il monastero in cui successivamente si trasferì, ossia quello di S. Maria Accomandata, divenne un centro culturale e spirituale molto importante.

Alla morte della donna, avvenuta il 20 gennaio 1485, nel monastero c’erano già 50 consorelle.

Venne dichiarata santa nel 1988 da Giovanni Paolo II.

«A Messina, santa Eustochia Calafato, vergine, badessa dell’Ordine di Santa Chiara, che si dedicò con grande ardore a ripristinare l’antica disciplina della vita religiosa e a promuovere la sequela di Cristo sul modello di san Francesco.»

Martirologio Romano

La vera devozione riguarda anche il corpo della donna: rimasto incorrotto e intatto anche al sisma del 1908. Leggenda vuole che crescano i capelli e le unghie e che le monache stesse provvedano alla preservazione del corpo stesso.

Figura pregata e venerata da secoli e speranza per tanti messinesi nei molti momenti di difficoltà.

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