L’inconciliabile

La direzione del tempo è quella in cui l’entropia aumenta.

tiziano rovai

Il tempo ci rende schiavi? Come passiamo le giornate? L’orologio è il padrone del nostro destino? Gli schemi organizzativi della giornata quanto risentono dell’inconfondibile ticchettio delle lancette?

Certo, il lavoro, gli impegni e persino gli incontri con amici sono soggetti ad orari, in quanto presentarsi puntualmente è indice di professionalità e rispetto. Eppure quante volte possiamo evitare di guardare l’orologio eppure non ne possiamo fare a meno?

XX- L’hai vista anche tu, vero?
XY- L’ho vista anche io
XY- Che stava facendo?
XX- Non saprei
XY- Chi era?
XX- Non saprei. Ma era….luminosa.
XY- Era armoniosa

L’inconciliabile

In questa opera, in quattro quadri al pari di atti teatrali, si consuma un dramma pirandelliano di proporzioni gigantesche: la vita non vissuta, la vita attesa e mai affrontata.

Durante le ultime ore della giornata, tra le 21 e le 24, all’interno di un orologio a cucù due figure discutono. L’orologiaio, autore della preziosa opera, deve partecipare ad un concorso per decidere l’orologio municipale. Pertanto ha deciso di creare due figure che potessero battere le ore.

Tutto pare scorrere tranquillo, fino a quando il prezioso manufatto è soggetto ad un guasto.

Cigolii, rumori. Uno scatto.
I pupazzetti sono improvvisamente risucchiati verso l’interno e le porte si richiudono sbatacchiando.
Un lungo silenzio, durante il quale il ticchettio riprende.

L’inconciliabile

La strana coppia deve così fermare ed affacciarsi all’esistenza. Un baratro apparentemente incerto e totalmente diverso dalla certezza del loro compito.

Eppure questo risveglio li farà riconsiderare la loro sorte, cercando, ad ogni costo, di riconquistare la loro autonomia. Ribellandosi al loro stesso creatore.

La resa dei conti è giunta e la domanda è una sola: cosa faranno le due strane figure?

Continueranno a sopravvivere senza vivere? O finalmente inizieranno ad considerare di9 sperimentare una nuova condizione?

XX- Ma sono sicura che ce la farai. (….)
Perché ho fiducia in te.

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