
La leggenda di Azzurrina non sarebbe caratterizzata dallo stesso fascino e magnetismo se non avesse uno scenario tale da alimentarne il mistero. D’altra parte, le storie legate al mondo dell’occulto devono possedere una cornice assolutamente adeguata.
E il luogo in cui si svolge il racconto è il Castello di Montebello, arroccato nell’entroterra riminese, a 436 metri di altezza. Possente e resistente ai tanti secoli attraversati. Visibile da molto lontano e raggiungibile dopo molti tornanti in salita.

Una posizione che lo rendeva un fortino impenetrabile e con una visita perfetta e mozzafiato su tutta la valle. L’Emilia Romagna fu sempre un territorio soggetto a scorribande e ruberie, pertanto la salvaguardia e la vigilanza dei fortini era una prerogativa fondamentale per qualsiasi costruzione.
Da notare come diverse siano le torri di avvisamento posizionate nei vari punti, occupate ad ogni ora del giorno e della notte da soldati che vigilavano attentamente.

La nascita è antichissima, alcune testimonianze la collocano addirittura nel 3 secolo a.C. ed è strutturata in due ambienti: uno di stampo militare e l’altro con caratteristiche prettamente rinascimentali.
Questa suddivisione è dovuta agli interventi fatti rispetto alla struttura originale.

Una delle notizie certe fu l’atto notarile, datato 1186, che conferiva la proprietà del maniero a Giovanni Malatesta. La sua casata ebbe completo possesso dell’edificio per oltre trecento anni.
La famiglia Malatesta era nota in tutta Italia e ricordata da vari scrittori, come il fiorentino Dante Alighieri, che raccontò nella sua Commedia il tormentato e scandaloso amore di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta.
Durante questi secoli, il castello crebbe di volume e divenne una fortezza pressoché inespugnabile. Fino al tremendo 1464 quando i Malatesta vennero sconfitti e tutto il feudo passò nelle mani di Giovanni Francesco Guidi di Bagno.
Tutt’ora la famiglia ne è proprietaria, facendolo diventare un polo interessante per il turismo e la tradizione locale.

Non solo la leggenda della bambina dai capelli azzurri che mantiene viva la memoria, ma anche le testimonianze e i tanti reperti dell’epoca che sono visionabili mediante visita guidata. Mobili che attraversano i secoli: dal 1300 al 1800.
Testimonianza di un passato che mai va dimenticato.
Un maniero suggestivo, dalla storia affascinante e dalla visita assolutamente necessaria.

Se volete approfondire la leggenda ecco alcuni articoli:
Un racconto che intreccia storia e mito, sull’onda del ricordo e della suggestione di Guendalina Malatesta.

