
SERENDIPO
gabriella fantuz
(era questo l’antico nome dell’isola di Cylon, odierno Sri Lanka)
E’ la condizione in cui fare per caso inattese e felici scoperte.
E’ la curiosità innescata dalla lettura di un libro
E’ l’accettazione di fatalità, non sempre gradevoli, che portano con sé emozioni percepibili come spiriti, voci dell’anima, alleate di successo.
Sabato 31 agosto si è svolta, presso il Caffè Lucioni di Castiglione Olona, da sempre fulcro e fucina di idee e iniziative culturali innovative e straordinarie, la presentazione dell’ultimo libro di Gabriella Fantuz: Seren Dipità.
Un’opera speciale, di ricette speciali create con cuore, passione e amore per la vita. Piacevole scoperta per chi, come la sottoscritta, ha un rapporto assolutamente problematico con la cucina. La scrittrice ne regala una prospettiva accattivante e meravigliosa.

Gabriella veicola la sua arte nella pittura, nella scrittura e nella cucina, dimensione in cui raggiunge l’apice dell’espressione di sé connessa a mondi invisibili.
monica, Seren Dipità.
La scrittrice milanese, durante la serata, ha deliziato il pubblico con alcuni suoi buonissimi piatti, accompagnati dal famoso cocktail inglese Pimm’s che la proprietaria del caffè Elena ricrea in perfetto stile british: perfetto connubio di colori, gusto e bellezza.
I prodotti scelti, materie prime di facile reperibilità e studiate nell’accostamento e nella presentazione, sembrano essere delle piccole opere d’arte e l’assaggio è l’ultimo dei sensi che viene coinvolto. La stessa creazione è frutto di una cura nella scelta e nella lavorazione: si seleziona e si crea con il tatto, si ascolta la melodia del taglio, della lavorazione e si dispone il tutto nella portata seguendo un preciso disegno artistico. La degustazione è il culmine di questo incredibile processo.
Come racconta lei stessa, il cibo diventa convivialità, meditazione, felicità e prevenzione. Quest’ultima non intrisa da quel senso allarmistico che mette salute al primo posto come salvezza dalle malattie: la prevenzione, nella visione dell’autrice, è un modo per imparare ad ascoltare il nostro corpo, mettendo a tacere tutte quelle incombenze che spesso opprimono prima l’anima del fisico.




Facciamo di questa esistenza un’opera d’arte per noi
gabriella fantuz
e per il mondo intorno a noi!
Gabriella Fantuz ha sviluppato, attraverso il suo estro, una nuova idea di cucina e, in generale, di arte culinaria. Creare piatti è un grande atto di arte e amore profondo, prima verso sé stessi e poi verso i commensali.
Una pietanza è come una tela bianca dove imprimere emozioni e sensazioni. Equilibrio tra benessere e serenità. Un modo per riappropriarsi degli spazi intimi dell’ animo e ripararci dalla frenesia dei ritmi martellanti e ossessivi della vita quotidiana.

Ricominciare ad amarsi e ad apprezzare questi piccoli e importanti momenti per imparare ad ascoltarsi davvero.
Abbiamo una sola esistenza, da vivere al meglio.
Nella società capitalistica il lavoro svolto tra le mura domestiche è stato svalutato. Se ammettiamo che cucinare in casa è un vero lavoro, impegnativo, faticoso, richiedente competenze oltre che una manifestazione emotiva, evidenziamo la sua grande portata nella cultura e nella politica.
gabriella fantuz


