Voltorre e il suo fascino

Tra i tesori del varesotto, ve n’è uno estremamente suggestivo. Si tratta del Chiostro di Voltorre, situato nell’omonima frazione di Gavirate. Il complesso vide la luce attorno all’XI secolo, ad opera dei monaci cluniacensi.

Con molta probabilità, le fondamenta della nuova costruzione poggiavano su due chiese di origine longobarda, poste all’interno di una corte di cui restano le due porte ad arco.

Esso rappresenta uno degli esempi più emblematici dell’arte romanica lombarda.

La zona circostante era stata bonificata dai longobardi, permettendo insediamenti urbani e attività agricole. La struttura si compone di un chiostro, una piccola chiesa absidata con il campanile, ed alcuni locali probabilmente parte di un complesso monastico più ampio.

Come tutti i monasteri, anche Voltorre rappresentava un’importante centro agricolo attorno cui si era sviluppata una piccola area urbana rurale.

Lanfranco da Ligurno, scultore locale, ne è stato l’artista e, con molta probabilità, l’architetto. I quattro chiostri che caratterizzano l’edificio furono costruiti in epoche differenti, tre nel XII secolo mentre l’ultimo circa cinquant’anni dopo.

Di questo personaggio, ne abbiamo traccia nei capitelli dove l’elemento decorativo che li accumuna sono le foglie, completate con animali, figure mitologiche di forma bestiale e provenienti dall’immaginario medioevale, intrise di un profondo significato spirituale.

I monaci vi rimasero fino al 1798, anno in cui furono costretti ad abbandonare il monastero a causa della sua chiusura. L’edificio venne venduto a privati, causandone il frazionamento.

Nei secoli si susseguirono varie vicissitudini in particolare un incendio nel 1913 che distrusse alcuni locali. Il restauro successivo, a seguito dell’acquisto da parte della provincia, permise alla struttura di rinascere a nuova vita, diventando un importante polo culturale e museale.

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