La cucina che profuma di arte e benessere

In questo quaderno Gabriella vuole andare oltre i sensi visibili, donando agli ingredienti il valore aggiunto della sacralità del cibo che è cura, amore e dono.

Monica, prefazione seren dipita’

Spesso si parla di una cucina attenta al benessere e alla salute: una pratica assolutamente importante e fondamentale. Eppure, in un mondo prigioniero di frettolosa e opprimente frenesia, ci si dimentica sempre della propria anima. Come se essa fosse cosa di poca importanza e attenzione.

Gabriella Fantuz nel suo libro e in tutta la profonda opera di divulgazione reclama questa fondamentale e doverosa premura. Attraverso l’universo culinario ed un modo assolutamente innovativo e capillare.

Dovete sapere che cucinare e scrivere mi ha salvato la vita. (…)
La mia passione per la cucina è iniziata presto; durante l’estate trascorrevo lunghi periodi con la nonna.
Sono nata in città e la libertà di giocare, di sperimentare, di fare scoperte, di stare vicino alla terra, alla natura, ai profumi più veri è legata a quel periodo.


Gabriella Fantuz, incipit

La rivoluzione descritta dalla scrittrice coinvolge tutti gli aspetti legati alla realtà culinaria. Partendo dalla scelta delle materie prime, con prodotti di stagione e reperiti da coltivazioni non massive e soggette ad abuso di sostanze fertilizzanti. Anche l’acquisto al mercato dei prodotti può rappresentare un’ottima occasione trovare prodotti freschi e deliziosi.

Importantissima la preparazione mediante l’utilizzo di strumenti adeguati permettendo ad ogni ingrediente una perfetta armonia d’insieme ed una connessione con chi si accinge a cucinare. Un’opera d’arte in divenire che pone le sue fondamenta anche sulla scelta e l’uso di materie prime adeguate.

Il successo della trasformazione può davvero iniziare passando dalla cucina, che non è un luogo simbolo di sottomissione, ma spazio di libertà;
è la stanza dei fuochi, un luogo di potere.
Questo ci fa diventare creativi, rivoluzionari e magnetici.

Gabriella Fantuz, Alchimia in cucina

La meraviglia, seguendo questi semplici ma basilari passaggi, è dietro l’angolo. Ultimo passo, la presentazione. Non solo per eventuali commensali o familiari ma anche per sé stessi. Atto di profondo amore per l’essere interiore che risiede in noi ed è spesso oppresso e inascoltato dal peso di mille incombenze.

Non un semplice nutrimento naturale, ma un atto sacro di devozione all’anima.

Pochi cucinano: la cucina è in estinzione: si progettano case in cui la cucina è ridotta ad un luogo dove scaldare-rigenerare cibi preconfezionati/precotti.
Così la cucina passa in mano ai poteri forti che vogliono dipendenti da diete, di modelli di “gastronomia” pubblicizzati da giovani chef che ci fanno virare verso il fast food o il cibo pronto.

Gabriella Fantuz , Dipendenza, filosofia e psicologia

Errore che si potrebbe pensare è che si tratta di piatti elaborati e costosi. Nulla di più fuorviante e sbagliato. I prodotti selezionati per le ricette sono di facile reperibilità, in quanto attingono dalla stagionalità naturale e la stessa mise en place è un lavoro che nasce dal cuore. Pittore o scultore dell’opera culinaria che stiamo andando a creare.

In questo modo mangiare diventa un’esperienza totalizzante di tutti i sensi.

Si tocca con le proprie mani, anche attraverso gli strumenti di lavoro il cibo, si ascolta la melodia del taglio e della cottura e infine si ammira il piatto, gustandone sapore inebriati dal suo profumo.

Quando mangi sii consapevole che stai compiendo un viaggio, dall’io al tutto.

Gabriella Fantuz

Momenti di pura estasi e amore.

Esperienza che va oltre l’azione quotidiana che spesso viene sottovalutata e schernita, restituito alla sua originaria e sacrale importanza.

E di cui l’uomo ha, soprattutto in tempi odierni, profondo e necessario bisogno.

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