
In Italia ogni tragedia deve trasformarsi in mistero
Immaginate 140 anime la cui vita si è interrotta senza un perché. Il 10 Aprile 1994, in una notte qualsiasi, su un traghetto diretto a Olbia, il Moby Prince, nella rada di Livorno.
La rada, nel comune gergo marittimo, è una zona circondata da coste, dove le imbarcazioni e le navi possono ancorare e sostare in sicurezza al riparo dai venti e dalle correnti. Per antonomasia, rappresenta l’ingresso al porto da cui dista generalmente pochi km.
Questo lavoro, racconta con dovizia di particolari e in modo capillare ma agevole alla comprensione, una delle tragedie più assurde, inspiegabili e affossate del nostro paese.
E’ un documentario, che cerca finalmente di restituire la dignità ad un fatto su cui nessuno ha mai saputo dare una spiegazione logica, infangando il lavoro e la competenza del personale di bordo.
Ma cosa accadde quella notte?

«Mayday Mayday Mayday, Moby Prince Moby Prince Moby Prince, Mayday Mayday Mayday, Moby Prince! Siamo in collisione, siamo entrati in collisione e prendiamo fuoco! Siamo entrati in collisione e prendiamo fuoco! Mayday Mayday Mayday, Moby Prince, siamo in collisione ci serve aiuto!»
Marconista del Moby Prince dopo l’impatto
Il Moby Prince era una delle tante navi che effettuano servizio passeggeri e trasporto merci tra il porto di Livorno e quello di Olbia. Quella sera di metà aprile, periodo poco affollato e relativamente tranquillo, per ragioni mai chiarite adeguatamente e pubblicamente, questo traghetto si scontrò con la petroliera Agip Abruzzo. Secondo la ricostruzione, la collisione avvenne alle ore 22.25 a circa 2,5 km da Livorno.
Sopravvisse solo il mozzo, Alessio Bertand, che si gettò dalla nave e fu recuperato da alcuni ormeggiatori.
140 persone morirono, lasciando sgomento un paese intero.
Una nave di quelle dimensioni, ad una distanza quasi percettibile ad occhio nudo, era rimasta in fiamme per ore, senza che nessuno avesse fatto attivamente qualcosa per salvare quelle vite innocenti.


Le prime ricostruzioni indicavano come possibile causa del disastro la fitta nebbia presente quella sera ma che fu smentita da molti testimoni. Una prova a dimostrazione di una buona condizione metereologica fu il fatto che alcune piccole imbarcazioni recatesi in aiuto individuarono sia la petroliera che il traghetto senza particolari problemi.
Solo nel 2018 questa iniziale ipotesi fu smentita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta assieme ad una altra, becera e deplorevole, teoria.

Ci siamo abbracciati ed abbiamo pianto assieme e quella è stata l’unica volta che lo abbiamo fatto
Luchino Chessa
La sera della tragedia si stava disputando la partita di Champions League Juventus- Barcellona e questo, secondo alcune supposizioni fatte all’epoca, fu la causa dell’errore umano che scaturì il seme dell’inevitabile epilogo.
Imperizia, disattenzione e presappochismo da parte di tutto l’equipaggio al cui vertice vi era uno dei comandanti più rinomati per professionalità e competenza.
Navigatore esperto in rotte assai più difficoltose, come quella della Manica.
Infamia indecorosa che colpì i figli del comandante, Luchino ed Angelo, in una notte orfani di padre e madre. Purtroppo, per colpa dello strano ed inspiegabile disegno tragico del destino, la moglie di Ugo Chessa aveva deciso di accompagnarlo in quella traversata.
Più di trent’anni per appurare e ribadire la correttezza di un uomo come Chessa, dopo averlo letteralmente ricoperto di disonore senza motivo e ritegno.

Ciao tesoro, sto partendo.
Ultimo messaggio della sig.ra chessa al figlio luchino prima di imbarcarsi
Ti lascio un pò di casino
Un lavoro ben strutturato che analizza tutti gli aspetti di questo fatto che ha impresso una profonda cicatrice nel cuore del nostro paese. Documentario che diventa voce della memoria e della dignità delle vittime. Anime uccise due volte, dalla stessa mano: l’indifferenza. E familiari abbandonati al loro destino, senza mai avere giustizia fino in fondo.
Angelo Chessa morirà a 56 anni, poco dopo la fine delle riprese.
Sarà proprio il lavoro dei figli del comandante e di alcuni familiari delle vittime a portare alla luce novità e incredibili scoperte: alla ricerca di quella verità negata.
Perché nessun velo di omertà o connivenza potrà mai nulla contro la forza dell’amore di un figlio, di una madre, di una moglie o di un amico.
E, oggi più che mai, noi italiani siamo responsabili della memoria di questa tragedia.
Per non dimenticare una pagina ignobile della nostra storia e ridare dignità a queste anime. Uccise e accusate troppe volte. Ma è facile dare colpa a morti: non hanno possibilità di opposizione.
E tocca a noi difendere quelle vittime, abbattendo quel muro di silenzio che li ha sepolti ancor prime delle fiamme.

Potete trovare il documentario al seguente link:
Consiglio anche un interessante documentario a cura di Giovanni Minoli, visionabile su youtube:
Qualcuno mi deve rispondere, cosa è successo?
ormeggiatori arrivato in soccorso

Elenco delle vittime
Per loro, per la giustizia che ancora non hanno ricevuto.
| Personale di bordo Abbattista Giovanni, 45, macchinista Amato Natale, 52, motorista Averta Mariano Rocco, 36, cameriere Avolio Antonio, 45, ingrassatore Baffa Nicodemo, 52, caporale macchinista Barbaro Luciano, 24, cameriere Bartolozzi Umberto, 48, commissario di bordo Bianco Gavino, 40, cameriere Bommarito Giuseppe, 43, cameriere Campo Antonino, 26, marinaio Campus Giovanni Battista, 53, ufficiale radiotelegrafista Cassano Antonello, 25, allievo ufficiale di macchina Castorina Rosario, 39, primo ufficiale di macchina Cervini Domenico, 21, cassiere Chessa Ugo, 54, comandante Cinapro Graziano, 45 Cirillo Ciro, 25, piccolo di camera Ciriotti Tiziana, 22, piccola di camera/hostess assistente del commissario di bordo Crupi Francesco, 34, cameriere D’Antonio Giovanni, 22, giovanotto di coperta De Gennaro Giuseppe, 29, garzone di cucina De Pretto Tatiana, 18, cassiera Esposito Francesco, 43, barista Falanga Nicola, 19, garzone di cucina Farnesi Cristina, 22, cassiera Ferraro Sabrina, 20, commessa della boutique di bordo Fondacaro Mario, 57, primo cuoco Frulio Ciro, 18, piccolo di camera Fumagalli Andrea Alfredo, 23, piccolo di camera Giampedroni Lido, 29, secondo ufficiale Giardini Priscilla, 23, cassiera Guida Gerardo, 23, mozzo Ilari Salvatore, 31, secondo ufficiale di macchina La Vespa Gaspare, 31, terzo ufficiale di macchina Manca Giuseppe, 48, motorista Mazzitelli Francesco, 56, dispensiere Massa Angelo, 30, marinaio Mura Paolo, 34, medico di bordo Padula Aniello, 44, marinaio timoniere Paino Vincenzo, 34, garzone di camera Parrella Maurizio, 15, piccolo di camera Pasqualino Ignazio, 36, secondo cuoco Perez De Vera Luigi, 24, garzone di camera Pernice Rocco, 41, cameriere Picone Arcangelo, 34, terzo ufficiale Porciello Pasquale, 23, marinaio Rispoli Liana, 29, commessa della boutique di bordo Rizzo Salvatore, 29, elettricista Rodi Antonio, 41, cameriere Romano Rosario, 24, macchinista Prola Mauro, 27, maître Rosetti Sergio, 52, motorista Rota Vania, 22, piccola di camera Salvemini Nicola, 35, cameriere Santini Roberto, 53, direttore di macchina Sciacca Giuseppe, 53, primo ufficiale Scuotto Mario, 31, marinaio Sicignano Gerardo, 34, elettricista Tagliamonte Giovanni, 36, marinaio Timpano Giulio, 29, garzone di camera Tumeo Francesco, 58, cameriere Vigliani Carlo, 31, cameriere Vitiello Ciro, 31, cameriere Passeggeri Allegrini Stefano, 23 Alves Sandrine, 24 Ambrosio Francesco, 22 Ambrosio Vittorio, 30 Andreazzoli Marco, 28 Baldauf Gerhard, 27 Barsuglia Luca, 24 Belintende Sergio, 31 Bisbocci Alberto, 20 Botturi Adriana, 60 Brandano Raimondo, 60 Campus Gianfranco, 21 Canu Angelo, 28 Canu Sara, 5 Canu Ilenia, 1 Caprari Alessia, 19 Cesari Diego, 24 Congiu Giuseppe, 23 Dal Tezzon Antonietta, 47 Dal Zotto Pasquale, 32 De Barba Mauro, 30 De Caritat Beatrice, 31 Defendenti Anna, 24 De Montis Angelita, 23 Ferrini Carlo, 32 Filigheddu Maria, 40 Filippeddu Giovanni, 46 Formica Maria Giovanna, 51 Fratini Bruno, 34 Furcas Daniele, 33 Fusinato Angelo, 58 Gabelli Antonino, 72 Gasparini Giuseppe, 62 Ghezzani Maria Giulia, 57 Giacomelli Piera, 55 Gianoli Giorgio, 29 Giglio Alessandra, 26 Gnerre Erminio, 29 Granatelli Giuseppina 27 Guizzo Gino, 52 Lazzarini Giuseppe, 32 Lazzarini Romana, 22 Lipparelli Raffaella, 50 Marcon Maria, 83 Martignago Giuseppina, 46 Mela Maria, 44 Minutti Giovanni V., 50 Molaro Gabriele, 35 Mori Aldo, 52 Padovan Giovanna, 54 Pagnini Vladimiro, 59 Paternicò Rosanna, 43 Perazzoni Arnaldo, 28 Piu Pasqualino, 28 Prini Silvana, 38 Regnier Bernard, 53 Rizzi Monica, 27 Rizzi Umberto, 47 Romboni Cesare, 56 Roncarati Amelio, 54 Saccaro Ernesto, 50 Saccaro Ivan, 17 Salsi Giuliano, 41 Sansone Massimo, 26 Sari Gianfranco, 39 Scanu Salvatore, 73 Serra Maria Antonia, 54 Simoncini Maria Rosa, 25 Sini Antonio, 42 Soro Gabriella, 29 Stellati Mara, 44 Trevisan Ranieri, 30 Trevisan Rino, 58 Vacca Alessandro, 37 Vidili Raimondo, 22 Vigerelli Giuliano, 44 Vinattieri Roberto, 44 |

