Dentro il Titanic

E’ attiva, da circa un mese, una mostra totalmente immersiva che regala ai visitatori un viaggio assolutamente straordinario e mai provato prima: un’esplorazione della nave stessa.

Grazie a strumenti tecnologici d’avanguardia, ricostruzioni e riproduzioni fedeli a quanto accaduto, cimeli e documenti dell’epoca sembra di essere catapultati in una dimensione totalmente nuova. Parti della storia e, purtroppo, della tragedia.

Tutto è studiato nei minimi dettagli e persino il biglietto d’ingresso è la riproduzione di quello dell’epoca. Un viaggio che inizia esattamente nello stesso modo in cui iniziò il 10 aprile del 1912. Una nave carica di ricchezza, eleganza e speranza.

Si inizia con una suggestiva riproduzione della prua, alcuni abiti ed oggetti, del set del famosissimo film di James Cameron, modellini e foto dell’epoca durante la costruzione del transatlantico. La progettazione di questo gigante del mare fu imponente e coinvolse un numero imprecisato di operai, ingegneri e manovali.

Con una passerella, fedele a quella originale, ci imbarca sulla nave.

Al suo interno, i primi oggetti provenienti dalle navi gemelle. Oggetti di uso quotidiano e fotografie degli ambienti. Spettacolari come quelli della prima classe, semplici ma dignitosi quelli della terza. Colpisce la sontuosità e ricercatezza di monili e suppellettili delle classi più abbienti dove le buone maniere erano il biglietto da visita dei ricchi aristocratici. Le sale sono arredate nel migliore e raffinato stile art nouveau, tipico della belle époque.

Vi è persino una fedele riproduzione di una cabina con gli oggetti utilizzati all’epoca.

Ed ecco, come una favola la scalinata che tutti almeno una volta nella vita vorremmo scendere mentre lo sguardo di Leonardo di Caprio ci osserva sognante. Piccola curiosità: non esiste una foto di questo ambiente del Titanic. Tutte quelle pervenute fino a noi appartengono alla sua gemella, L’Olympic. Quest’ultima era assolutamente uguale alla sorella disgraziata. Pochissime erano le differenze. Mi sono sempre chiesta se durante il tragico viaggio inaugurale qualche ricco viaggiatore (possedere una macchina fotografica nei primi del 900 era un lusso per pochi) avesse scattato foto ai vari ambienti di bordo. Purtroppo rimarrà un mistero.

Ma la storia della nave dei sogni non è una fiaba, ma una tragedia moderna. E la narrazione racconta tanti drammi. Il primo è quello della disparità sociale. Nella sala macchine si può percepire come gli ambienti dei macchinisti, fuochisti addetti al rifornimento del carbone erano particolarmente angusti, malsani e privi di ogni forma di comodità. Mentre nelle sale superiori vi erano balli, brandy a fiumi, cene gourmet e partite a carte il fondo della nave ribolliva grazie al sudore di tanti poveri cristi.

Poi lo schianto, descritto in una realtà totalizzante. Una scialuppa, al centro della stanza e la riproduzione dell’inevitabile. Massacro di anime, tragedia emblema di imperizia e onnipotenza.

1522 persone morirono quella notte e i sopravvissuti, oltre ad aver assisto alla morte in diretta, dovettero aspettare due ore prima che il Carpathia li salvasse. Essa si trovava a circa 250 km e, nonostante la messa tutta forza dei motori, non aveva la velocità di crociera pari al transatlantico. Difficile immaginare l’attesa, la disperazione e la preoccupazione di rivedere i propri cari.

Esperienza unica, da fare per riflettere e conoscere una delle più grandi tragedie del 900.

Titano dei mari imploso sulla sua grandezza, esattamente come i suoi omonimi grechi: responsabili della ribellione a Zeus e gettati nelle viscere della terra.

Il Titanic è un tragico mito moderno. Il mito dell’uomo che osa sfidare l’impossibile e ne rimane profondamente sconfitto. Prima dalla troppa sicurezza e poi dall’onnipotenza.

Un monito da non dimenticare mai, nemmeno dopo cento anni.

Potete trovare tutti i dettagli della mostra al seguente link

https://expo-titanic.com/milano/

Per le informazioni storiche sulla tragedia trovate il mio articolo:

La Nave dei Sogni

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