
LA POESIA È ERESIA
Credo che non esista frase più emblematica per definire la potenza della poesia. In fondo poetare non è andare fuori gli ordini precostituiti? Non è scalare quel muro di ovvia e polverosa staticità a cui si è autocondannato?
Scrivere con l’anima le note del cuore è ribellarsi all’idolatra apparenza ossessiva che mostra il perfetto ma nasconde un cancro doloroso.

Mi alimento del tuo mezzo sorriso
Segreti
all’alba
quando l’insonnia vuole ancora festa
disseto la mia sete
come se bevessi
il vino
nascosto tra i tuoi pensieri
paradiso fatto di dei libertini
dove mi fermo e prego
con tutta la fede
nei miei segreti
Rosana Crispim da Costa con la sua opera di poesia prosaica squarcia il velo e racconta, con la potenza dei versi, la vita, i pensieri, le idee e la vera essenza linfatica che permea l’opera.

Se continuo a scrivere
Fuggitiva
nasceranno versi di carcere
con luci tagliate da sbarre
scrittura solitaria:
nessun messaggio
impronta del bene e del male
nessuna via di scampo
né orizzonti.
Da questa prigionia
nascerà cattiva poesia
per smascherare
inganni degli sguardi freddi.
La mia lingua è lama
la mia pelle clandestina
il mio sesso è il dubbio
con i miei versi in fuga
raggiungerò
la libertà
e da fuggiasca
andrò
girovagando
in cerca di vita
Pensieri sparsi, liberi e fluttuanti da rileggere e far ascoltare all’anima. Svegliandola dal torpore abitudinario. Farfalle nate dal bozzolo delle tante tracce che la vita lascia lungo il suo corso.
Il poeta è un vate il cui strumento sa parlare al profondo del nostro io: quella parte nascosta che fa paura perché grandiosamente libera ma incredibilmente fragile.
Patria mia dei giorni lontani
Patria mia
cancella i confini
e riporta nel mio ventre
la feconda speranza del domani
Patria mia dei giorni lontani
bevi il mio sangue
e decifra la mia appartenenza
Patria mia dei giorni lontani
abbraccia il mio dono
come frutto da maturare
Patria mia dei giorni lontani
avvicinati al mio cuore
e ascolta struggenti versi d’amore
Patria mia dei giorni lontani
adottami senza perdere
la maternità di viaggi sconfinati
Patria mia
narrami la Storia guardandomi negli occhi
Sono tua figlia che viene da giorni lontani
a raccogliere il tuo spirito per i giorni a venire

Libro straordinario, breviario di preghiere del cuore.
Tesoro per l’anima e conforto alla vita stessa.
In cui ritrovarsi, per capirsi e amarsi: vero e profondo scopo della poesia.
Si avvicinano gli anni
Gli Anni
Crescono i numeri
crollano i muri
Non mi sento giovane
ho la vecchiaia del vivere
Amo guardarmi allo specchio
e navigare ogni nuova ruga
Il viaggio è profondo
Ho imparato ad amare le tempeste
con l’oro del mio sorridere
Mi attribuiscono più amanti
di quanti ne possa avere
Forse perché il mio sguardo è fresco
e sono Regina
Ho anche un re che bacia
le mie cicatrici
che disegnano un mappamondo
Nel nostro mulino
l’amore è compagno
Si avvicinano gli anni
Il numero non è pari né dispari
È moltiplicazione.

