
In fondo, la grandezza ma anche il limite di San Patrignano è stato questo miscuglio di fede e pragmatismo, dove non si capiva mai bene dove finisse l’una e iniziasse l’altro.
fabio cantelli anibaldi
Sulla serie ho avuto non poche perplessità, ma ho apprezzato la sensibilità di Fabio Cantelli e la sua grandezza morale. Uomo di profondo sentimento e con una visione assolutamente coerente e precisa con il suo vissuto. La narrazione è scevra da ogni giudizio morale e profondamente analitica, anche scavando lo scomodo e l’inscavabile.
Senza sconti per nessuno dei protagonisti della storia.

Appena entrai Vincenzo mi venne incontro e mi abbracciò.
fabio cantelli anibaldi
Accarezzandomi il capo- io ero già scoppiato in un pianto disperato- ripeteva “Fabiettone mio” , con quella curiosa forma di diminutivo- accrescitivo che ha sempre caratterizzato le sue più affettuose espressioni nei miei riguardi.
Questo libro rappresenta un percorso di vita travagliato ed intenso: diviso tra filosofia ed eroina. Mente eclettica, vorace di cultura ma sempre in bilico sulla soglia del vuoto. Forse per assaporare quell’oltre che ha fatto perdere tantissimi poeti ma che li ha resi immortali al mondo.
Accostamento che sembra fare a cazzotti ma che in realtà rende bene l’immagine democratica della tossicodipendenza. In una comunità si trova il rampollo di buona famiglia così come il figlio di una famiglia meno fortunata.
La droga pesca da ogni estrazione sociale e culturale, esattamente come la morte.

Dopo aver raccontato pacatamente, senza acrimonia, una serie di episodi che avevano poco a che fare con un programma terapeutico, quel ragazzo dichiarava il suo stupore per il fatto che un uomo intelligente come Muccioli si fosse affidato a persone così violente e squilibrate.
fabio cantelli anibaldi
Era una domanda che anch’io mi posi in quei giorni, e ritenendo incredibile che Vincenzo fosse stato a conoscenza di certi fatti, che li avessi scoperti o addirittura ispirati, trovai l’unica possibile risposta nell’eccessivo credito che aveva sempre concesso alla possibilità di cambiamento di un uomo.
Ammetto che molti passaggi sono talmente complessi da rileggere con calma ed attenzione. Profondamente descrittivi, introspettivi e intensi. Le radici di queste esternazioni affondano in un profondo lavoro di autoanalisi non facile, ma sicuramente coraggioso. Un compito non per tutti e alla portata di tutti.
Avrei voluto sentire di più il “pathos” che ho sentito nella serie, ma capisco che in questo libro si è voluta dare una immagine introspettiva filosofica.
Muccioli è un padre amorevole ma con tante debolezze, che rimprovera duramente Fabio e lo riaccoglie in ogni sua ricaduta.
Lascia non poche amarezze il rapporto tra i protagonisti, rimasto insoluto: ma regala la speranza che, anche da un passato autodistruttivo, può rinascere.
Da leggere senza pretendere spiegazioni.
Atto di grande coraggio e profonda gratitudine di un uomo.

