
Un piccolo altro tassello alla vicenda del marchio più iconico e copiato al mondo.
La figlia di Paolo Gucci racconta la sua storia.
Se ho imparato una cosa da tutta la questione Gucci, è che la verità non è mai una sola.
La verità è fatta di punti di vista, convinzioni, affetti e persino convincimenti.

In poche parole: ciò che per le figlie di Maurizio Gucci era lecito, non lo è stato per la figlia Paolo Gucci.
Paolo Gucci, dipinto dai più come un perfetto idiota nato da una famiglia privilegiata, è qui raccontato come una persona incompresa e spesso in lotta con le sue debolezze e la famiglia.

Su una cosa però concordano tutti.
Gucci è nato da un sogno, sognato nelle sale degli alberghi di Londra da un giovane fattorino di nome Guccio che sperava di creare una grande azienda per le sue generazioni a venire.
Creò un potenziale e florido avvenire, che i suoi figli distrussero.
Sicuramente per interessi, non di certo per amore.

E questo lascia veramente amareggiati.
Si ha come l’impressione che la storia della dinastia Gucci, nata come una favola tutta italiana, sia finita in una tragedia degna delle peggiori telenovelas americane.
Perle ai porci, e pure senza tanti accorgimenti.

