Una donna per l’istruzione

Io son balbettante, confusa
Ed il core ho in sussulto: non usa
A parlare ad eletta adunanza
Ho smarrita l’usata baldanza.
Pur, veggendo il cordiale sorriso
Che vi brilla negli occhi e nel viso,
Mi rinfranco, bandisco il timore
Ed un bacio vi mando dal cor.
O Signori! Che siate felici
Come in oggi noi siam. Quest’è il voto
Che mi sgorga dal cuore devoto
A voi stretto da fervido amor.

In festevole occasione, Felicita Morandi

Tra i personaggi che hanno dato lustro alla città di Varese vi è Felicita Morandi. Educatrice, scrittrice e poetessa. Nata il 21 aprile del 1827 nella città giardino in via Albuzzi 16, fin dalla giovinezza si contraddistinse per il carattere deciso e libero dai tanti vincoli dell’epoca: in particolare, la donna si opponeva alla rigida disciplina impartita nelle scuole.

Fu attiva nel 1848 durante i moti insurrezionali, e si fece portavoce della causa risorgimentale assieme a tante concittadine. Pubblicò alcuni suoi versi con lo pseudonimo “Una Lombarda”, per non incorrere nel riverbero dell’opinione pubblica. All’epoca infatti non era una cosa considerata convenevole pubblicare versi per le giovani signorine.

A seguito della morte del padre, nel 1852, tutta la famiglia Morandi si trasferì a Milano dove Felicita si guadagnò da vivere facendo traduzioni e scrivendo fino al 1860 quando venne chiamata a Parma per svolgere il lavoro di istitutrice.

Grazie a questo incarico, ebbe modo di foraggiare il suo grande interesse verso un’educazione studiata secondo le inclinazioni di ogni singolo individuo e soprattutto di dedicarsi all’istruzione rivolta alle classi meno abbienti, con particolare interesse verso le donne.

Queste ultime non sono considerate meritevoli di una adeguata formazione, in quanto destinate al lavoro domestico e alla crescita della prole.

Diresse con successo e profondo senso innovativo la Scuola tecnica femminile di Parma e successivamente l’ Orfanotrofio di Termini, a Roma. In questo edificio avviò , anche una certa difficoltà, un tipo di insegnamento di tipo laico. Scelta assolutamente coraggiosa ma che spianò la strada ad un nuovo tipo di formazione.

Nel 1865 tornò a Milano dove diresse l’Orfanotrofio della Stella e fondò il patronato delle fanciulle orfane e derelitte: da questa istituzione venne generata, durante il 1885, la Pensione benefica. Essa si proponeva di essere un sostegno attivo alle lavoratrici contadine fornendo un’adeguata competenza professionale.

Morì a Milano l’11 gennaio del 1906 e riposa nel Cimitero monumentale di Giubiano, a Varese.

Alla sua memoria sono intitolate una via della città ed un’istituto elementare.

Donna coraggiosa e guerriera di un mondo giusto e libero da ogni pregiudizio di classe.

Donna che guardava al futuro, per il bene di tutti.

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