Il Cold Case della Valle Olona

Pochi sanno che anche la Valle Olona ha i suoi misteri, ancora irrisolti.

Siamo nel 1953, precisamente la sera del 26 Marzo, in una cittadina tranquilla e immersa nella placida zona collinare tra Varese e Saronno: Fagnano Olona.

La maestra Amelia Acerbi Lepri, nota in tutto il paese per la sua dolcezza, attenzione e devozione al lavoro, viene uccisa a colpi di martello in un piccolo appartamento ricavato dai locali del Castello Visconteo. Uno dei monumenti più noti e suggestivi della città.

Una donna di 53 anni, originaria di Vergiate, dalla vita tranquilla ed abitudinaria la cui morte gettò i paesani nello sconforto e nell’inquietudine: chi poteva aver compiuto un delitto tanto efferato nei confronti di una persona così benvoluta?

Il corpo della poveretta venne scoperto da Attilio Ciprandi, un messo comunale, suo vicino di casa, che rientrando tardi la sera, si insospettì nel vedere la luce del suo appartamento accesa.

E, una volta aperta la porta, si scoprì l’orrore.

Dai primi esami effettuati dalla polizia e dal medico legale,professor Cavallazzi dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, si scoprirono elementi anomali rispetto alle normali ed abitudinarie azioni della donna. Essa era solita ritirarsi nella sua casa alle 21 per uscirvi solo il mattino successivo, per recarsi al lavoro.

Quella sera il suo abbigliamento composto da una gonna a quadretti, una camicetta a maglia di lana nera e, come un’indizio silenzioso, una bella spilla d’oro sembrava comunicare un appuntamento importante. L’efferatezza dell’omicidio suggeriva poi un movente rabbioso e di chiara matrice passionale.

L’attenzione degli inquirenti si concentrò su due personaggi: Mario Bertocco e Carlo Amedeo Jucker. Due uomini assolutamente differenti per professione, estrazione sociale e attitudini.

Mario Bertocco di 25 anni, originario del Veneto, era in città in attesa di emigrare in Francia ed era additato come un uomo non indifferente al fascino femminile. Ma fu scartato in quanto, per l’età, poteva essere figlio della vittima e quest’ultima non era una persona da incontri occasionali o avventure galanti.

 Carlo Amedeo Jucker apparteneva ad una importante famiglia di origine svizzera e viveva in una villa vicino al castello dedicandosi alla pittura. Essendo sordo, conduceva una vita tranquilla e quasi monacale ma il suo carattere scontroso causava non poche dicerie. All’epoca dei fatti aveva circa 60 anni.

Anche l’artista venne escluso dalle indagini perché i domestici del facoltoso uomo testimoniarono che tra la maestra e il signor Jucker non ci fu nessun incontro.

Di fatto, l’omicidio di Amelia Acerbi Lepri rimane ancora un mistero senza soluzione. Si ipotizza che le indagini non furono abbastanza tempestive e gli indizi raccolti non sufficienti e attentamente approfonditi.

Non si sa se il misterioso assassino avrà mai un nome, ma questo cold case sarà sempre vivo nella memoria della Valle.

Lascia un commento