Il Peso dell’inganno

Gli amici sono quelli che puoi chiamare alle quattro del mattino.

Marlene Dietrich

Una storia che ne racconta tante altre con una scrittura coinvolgente, intensa ed espressiva.

Protagonista il mitico fotografo Max, già protagonista della bellissima opera “Tre Pennellate di Giallo” e che ora si trova davanti all’ennesimo mistero.

Uomo di buon cuore e dal piglio pragmatico, che pare avere una calamita per i casi difficili ma che, alla fine, lo appassionano e ossessionano.

Troppa la sua voglia di giustizia e la determinazione nel risolvere quello che tutti giudicano impossibile.

Per lui, l’impossibile è solo una parola inutile e da non usare.

Maria Grazia Innocenti descrive con dovizia di particolari e aneddoti una figura che sembra prendere vita attraverso le sue parole. Pare di vedere e ascoltare le parole di Max.

Stavolta però l’ambientazione si sposta nella bellissima Sant’Arcangelo di Romagna: una cittadina apparentemente tranquilla.

Ma si sa che le acque chete rovinano i ponti e una storia come questa non sarebbe altrettanto straordinaria senza un pizzico di mistero.

Soprattutto per difendere un caro amico, il protagonista farà di tutto.

D’altra parte la posta in gioco è l’accusa di traffico di droga e Max, che crede fermamente nell’innocenza del fido Beppe, non può permettere che finisca in carcere da innocente.

Assieme al procuratore indagherà in modo capillare e metodico, scoprendo qualcosa di sorprendente e inaspettato.

Facendo anche i conti con i suoi scheletri dell’anima, che prepotentemente escono dall’armadio dell’oblio.

Definire giallo un racconto tanto intrigante è riduttivo e scontato. Sono pennellate vivaci di vita e racconto, quasi come se una delle attività predilette dell’autrice, ossia la pittura, volesse diventare tutt’uno con la sua scrittura.

Melodia di parole e colori, in un turbine di emozioni infinite, a tratti delicate e a tratti anche prepotenti.

Ma sempre vere e profonde, come solo il cuore di un’ artista può regalare.

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