Un libro, una carezza al cuore.

Giovedì nella Sala Morselli della Biblioteca Civica di Varese si è tenuta una presentazione speciale e molto toccante.

Giovanni Ardemagni ha presentato il suo nuovo libro “Scrivi di me” accompagnato dalla dolce e suggestiva interpretazione dei brani dell’ opera da parte dell’artista multimodale Nicoletta Magnani. Nota ed apprezzata per le sue grandi doti comunicative ed artistiche, Nicoletta ha presentato l’evento e dialogato con l’autore coinvolgendo il pubblico in un modo quasi magico.

Incontri che corroborano sempre di più la mia profonda convinzione: la lettura può rendere persone migliori.

Libri come quello dello scrittore, svizzero di nascita ma di cuore varesino, sono il racconto delicato di una vita che si racconta.

Un’esistenza in cui ci si può ritrovare, in cui si può trovare qualche frammento della propria anima. Spesso persa nelle mille frenesie, incasellamenti certosini di impegni quotidiani e preoccupazioni.

Storia di tante storie, uniche nella loro lotta quotidiana per un pizzico di serenità.

Anime sensibili di fronte a tante prove, delicate nei sentimenti e toccanti nei pensieri.

Pianti silenziosi ma assordanti nel profondo del cuore che cercano conforto nelle piccole quotidiane abitudini.

Aggrappandosi alla bellezza e al fascino della semplicità.

Ma qual’e’ la vicenda che si snoda lungo questa lettura, che fin dalle prime pagine si rivela coinvolgente, sentita e profonda?

Il protagonista è un uomo che, con una forza degna solo delle anime più resilienti, ricostruisce la sua vita partendo da un dolore profondo e devastante.

Una separazione dolorosa che aprirà uno squarcio su un mondo di speranza inaspettata.

La sofferenza, per quanto possa essere lancinante e spesso difficile da sopportare, può aprirsi alla speranza.

Ma solo per i coraggiosi che sanno oltrepassare il muro della disperazione. Perché le cose belle non saranno mai facili e quelle meravigliose, sono estremamente complicate. Ma, credetemi, il viaggio in mezzo a quello che sembra un oceano infinito di male, vale l’arrivo nel porto sicuro della propria anima.

Servono letture così introspettive ed edificanti. Servono al mondo e servono al cuore.

Per cullare, attraverso l’arte sapiente delle parole, quel sentimento di bellezza che l’uomo tende a perdere.

E direi che ne abbiamo veramente abbastanza di brutture a questo mondo.

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