
Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà.
Charlotte Brontë
Domenica 29 settembre nel comune di Curiglia con Monteviasco, in provincia di Varese, è stata inaugurata una panchina rossa in memoria di tutte le donne vittime di violenza. Momento importante e toccante per tutta la comunità e che ha riunito i cittadini fin dalla stessa preparazione.
Infatti nella giornata precedente, i ragazzi del paese hanno allestito la struttura stessa in modo da creare non solo un semplice monumento, ma un bene per tutto il paese. Un modo per rendere partecipi in modo attivo anche le generazioni future di una delle piaghe più cancreniche del nostro paese.

Il tutto è stato reso possibile dall’associazione Anemos, grazie alla straordinaria tenacia della sua fondatrice Anna Marsella, da sempre in prima linea per difendere le vittime di violenza, bullismo e cyberbullismo. L’organizzazione è attiva da diversi anni e si è contraddistinta per importanti manifestazioni benefiche ed eventi in tutto il territorio nazionale. L’evento si inquadra in un progetto capillare di sensibilizzazione sui temi di cui l’organizzazione si fa portavoce. Ogni comune dovrebbe avere una panchina rossa per ricordare le donne uccise da chi diceva di amarle.




In una profonda sinergia di intenti, le autorità comunali locali hanno fatto in modo che l’idea della panchina prendesse vita nella piazza del paese. E, in una domenica di fine settembre, si è svolta questa toccante inaugurazione.
Alla presenza del sindaco, della giunta, della presidentessa di Anemos, del direttivo della stessa associazione e di un folto gruppo di cittadini. Una giornata di festa resa speciale dall’evento. E’ intervenuto anche il parroco, don Nicola, che ha dedicato parole di incoraggiamento e stima per il progetto.

Durante l’occasione è stato allestito anche un mercatino benefico, ricco di prodotti e creazioni artigianali la cui vendita servirà a finanziare importanti iniziative sociali.


Quest’evento è stata la dimostrazione che, insieme, si possono creare le basi per un mondo più giusto. Partendo dall’educazione all’uguaglianza e al rispetto di ogni singolo individuo, fino ad un forte segnale di solidarietà verso le vittime di violenza.
Anemos sarà sempre in prima linea per combattere ogni forma di sopruso e questo evento è uno dei tanti tasselli di un fitto e poliedrico programma di divulgazione ed informazione.



Finché ci sarà una sola donna minacciata in quanto donna, noi non avremo pace.

