Il Bernascone e i suoi mille scorci

Per gli abitanti di Varese e quelli della provincia, è il simbolo della città. Il Campanile della Chiesa di San Vittore, è chiamato “Bernascone

Il nome deriva dal fatto che venne progettato da Giuseppe Bernascone: originario di Biumo Inferiore, capomastro, architetto e appaltatore di strade. Soprannominato dai contemporanei come il “mancino”.

La posa della prima pietra avvenne il 5 marzo 1617; inizialmente tutto procedette con grande velocità, per poi arrestarsi attorno al 1634 alla morte del suo creatore. Probabilmente la dipartita avvenne a causa della peste. I lavori della torre, in quel momento, si erano fermati alla prima balconata. Tutto rischiava di rimanere fermo e immobile in un limbo di incertezza e precarietà.

Successivamente non fu facile la ripresa dei lavori, che avvenne con parecchi rallentamenti: la cella campanaria fu completata solo nel 1678, e la conclusione definitiva avvenne grazie all’intervento dei fratelli Giulio e Giuseppe Baroffio. I due, esperti e anche un po’ coraggiosi, ripreso il progetto di Bernascone aumentandone l’altezza fino alla lanterna sommitale (oltre i 77 m). Ciò permise di conferire un’impronta più barocca, in linea col mutato gusto architettonico del tempo. Difatti, molti edifici di Varese riprendono lo stile del campanile, come una sorta di perfetta armonia urbana.

Restaurato di recente, il Bernascone rimane un vessillo per Varese e il testimone eterno di tante vicende legate alla città. Sotto la sua ombra i racconti tramandati nei secoli si perdono nei ricordi.

Per me, è semplicemente casa.

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