L’ Avvocato del Diavolo.

Keanu Reeves si rivela un grandissimo attore , ma in questo film è Al Pacino a dominare la scena.
Il diavolo umanista. Il diavolo che stima e asseconda i desideri umani e affascina. Intelligente, carismatico, ironico e quasi paterno. Uomo a cui affidarsi in caso di necessità e da ammirare come un modello da raggiungere.

Cavolo se affascina, ma questa dovrebbe essere la vera visione del male. Qualcosa di estremamente difficile da riconoscere e combattere. Sempre sul confine, sul limite e in bilico tra ciò che è giusto e sbagliato. Ma siamo così tanto sicuri di sapere discernere le due facce antitetiche della realtà?

Ho sempre odiato la dicotomia tra bene e male: seguendo i pensieri del filosofo Galimberti, la distinzione tra bene e male del cristianesimo è dannosa per l’animo umano in quanto presuppone una sorta di incapacità di autonomia umana. I Greci invece collocano bene e male sullo stesso piano. Zeus, Pan e Dioniso risiedevano tutti assieme nell’Olimpo.
Il male e il bene devono avere come delimitazione solo la libertà umana. Il male comincia dove finisce la libertà dell’essere umano. Ma il potere è sempre il braccio destro del male. A chi non piacerebbero potere, fama e denaro?


E questo film è espressione di come il demonio sia espressione di una vanità infinita.
Milton (nome non scelto a caso, scrittore inglese che scrisse il paradiso perduto) è un uomo straordinario, diavolo travestito da angelo.
E Keanu Reeves risponde nel finale con la autodeterminazione massima; mi uccido per non piegarmi al tuo volere.
Film immenso. Tra i miei preferiti.

Lascia un commento