Il coraggio di raccontarsi: la storia di Vitty.

Stasera, vorrei affrontare un argomento di cui ho spesso parlato sui miei social e che mi ha riguardato da vicino. Conobbi Vittoria su un gruppo per i Disturbi del comportamento alimentare e fu subito intesa. Io, sempre in preda a quell’altalena emotiva che mi portava da momenti di digiuno ad abbuffate senza freno e lei, che con coraggio e impegno mi spronava a non cedere a tutti quei brutti pensieri. Assieme abbiamo affrontato tante prove, e lei mi è sempre stata vicino, nonostante fossimo distanti. Lei, una creatura meravigliosa che con la forza della parola e con la voce del cuore è un punto di riferimento per tantissime ragazze che non trovano una via d’uscita da una condanna senza colpa.

E nella sua grande opera di consapevolezza e informazione ha dato vita ad un libro che taglia l’anima e ne mette a nudo ogni singolo smusso.

Coraggiosa, intensa e determinata per denunciare e sdoganare una piaga che, numeri alla mano, si sta trasformando in un cancro sociale.

Convivere con un DCA è un flagello. Spesso le persone afflitte da questo disturbo sono accusate di essere capricciose, viziate, di mangiare troppo, di non mangiare proprio, di non amarsi abbastanza o altre cazzate (quante ne ho sentite),senza che però mai nessuno ponga quella domanda fatidica : “come stai?”.

E la risposta migliore sarebbe: “Sto male e lo sto urlando con tutta la forza del mio corpo, ma nessuno vuole sentire la mia anima.”


Nessuno si abbuffa per farsi volontariamente del male. Si vuole colmare quel vuoto e quella devastazione che nessuno sembra comprendere.

Qualsiasi essere umano vuole ricevere quell’amore che spesso non trova da nessuna parte. Ecco allora che arriva il cibo: nemico amato e odiato, e se ne diventa completamente schiavi. Fino a perdersi nel proprio devastante dolore.

Si adora sminuire per pregiudizio e assenza di empatia. Mettendo i disagi sotto un tappetto di ipocrisia. Vorresti urlare, vorresti mostrare ciò che porti nel cuore ma hai paura di ciò che gli altri potrebbero pensare. Questo libro attraversa tutte le fasi di questa piaga, attraverso gli occhi e il racconto straordinario di MariaVittoria. Una storia da raccontare e condividere per chi vive questi tormenti.

Anoressia, bulimia e binge sono malattie che annientano anima e corpo, scavandone i segni come cicatrici dolorose e flagellanti.
E questo è una grande esortazione coraggiosa e ricolma di speranza. Perché si può guarire, si può tornare a vivere e ad avere sete di vita.
Chiedendo aiuto ai professionisti competenti e qualificati (che spendono ANNI di studio all’università) si può uscire da questo incubo.
Uno strumento indispensabile per cercare di capire qualcosa di più su un dramma di tante, troppe, persone.

Vi invito alla lettura dei libri di Vitty di cui potete trovare le mie recensioni ed un’intervista.

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